05/11/13

Femminicidio, infamia in Europa e Sudamerica. E le donne scioperano!

Fonte: PRISMANEWS


Un’infamia che riguarda le donne. Si chiama femminicidio, reato tremendo che si consuma non solo in Italia e in Europa ma anche in America Latina. E che vede le donne fare fronte comune.

Con i singoli Stati che non riescono a imporre leggi e deterrenze, c’e’ anche la politica a non trovare una mobilitazione corale; per il momento e’ quindi la cosiddetta società civile a mobilitarsi e a far sentire la propria voce. A livello comunitario da registrare l’iniziativa lanciata dalla Lobby Europea delle Donne (EWL) con la Campagna volta a sottolineare il fenomeno del Femminicidio, piaga appunto sia in Europa che in Sudamerica. “Con il supporto di EWL, European Civil Society Networks, CIFCA, Grupo Sur e la Heirinch Böll Foundation hanno infatti lanciato una Campagna che si pone come obiettivo quello di fermare “… Questa brutale ed estrema forma di violenza contro le donne”.

Come afferma la Lobby, “Secondo un recente rapporto dell’ONU, la prevalenza di omicidi di genere sta raggiungendo proporzioni allarmanti. L’attuale aumento di femminicidi in molte parti dell’America meridionale – insieme con la impossibilità di ridurre i casi in Europa – rivelano il fallimento degli Stati a impedire tale manifestazione di violenza”. Parte della Campagna e’ sorretta dal video dal titolo ‘Highlighting the phenomenon of Feminicides in Europe and Latin America’ che e’ stato prodotto allo scopo di inocoraggiare i Paesi a ratificare accordi/convenzioni internazionali che proteggono i diritti delle donne. Il riferimento di EWL va quindi sia alla Convenzione di Istanbul, per l’Europa, che alla Convenzione di Belém do Pará per quanto attiene al SudAmerica.

Sul fronte italiano da menzionare quanto avverrà il prossimo 25 novembre in occasione dello ‘Sciopero delle donne’. Se ne e’ discusso a Roma il 18 e il 19 ottobre a Roma, durante le giornate che hanno dato vita alle manifestazioni nazionali di Piazza San Giovanni. Dove fra l’altro si e’ svolta l’assemblea del Mfpr che, insieme ad altre sigle, ha deciso per l’evento di fine novembre. Tante donne, tutte di estrazione diversa: “Operaie, precarie, studentesse, donne impegnate nei movimenti, nei coordinamenti, alcune già presenti alla mobilitazione del 6 Luglio contro femminicidi e stupri; alla fine si e’ deciso – recita un comunicato di Mfpr – di organizzare uno sciopero vero per l’intera giornata a partire dai luoghi di lavoro, con l’indizione di 24 ore di sciopero, dalle scuole, e investendo ogni quartiere”.

Insomma, le donne non ci stanno ad essere vittime sacrificali della violenza e non ci stanno neppure ad attendere passive che lo Stato si inventi qualcosa a loro tutela. “Uno sciopero che dovrà essere totale e che partendo dalla violenza/femminicidio si allarghi alla condizione complessiva di doppio sfruttamento e oppressione delle donne sia sul piano della classe che del genere”. Le lavoratrici hanno posto la necessità dell’indizione dello sciopero nei luoghi di lavoro soprattutto per il clima pensante di ricatto oggi in atto: “Tante, pur volendo, sarebbero costrette a non fare lo sciopero come, ad esempio, hanno detto le lavoratrici precarie degli asili di Bologna”. Per questo si è deciso di chiedere ai sindacati, in particolare a quelli di base, di appoggiare questa giornata – “Anche io sciopero il 25 novembre” – indicendola direttamente nei posti di lavoro in cui sono presenti. Al momento hanno dato adesione lo Slai-Cobas per il sindacato di classe e l’Usi-Ait.

Manifestazioni, proteste, scioperi. Donne che scelgono la strada dell’organizzazione solidale senza più delegare allo Stato ma che scelgono pure la strada della riflessione culturale. Se ne e’ avuto esempio ancora a Roma, giovedì 31 ottobre, grazie all’evento promosso dall’associazione ‘daSud’. Che ha presentato il libro ‘Storia di Stefania Noce. Il femminicidio e i diritti delle donne nell’Italia di oggi’ (Villaggio Maori edizioni) a cui ha fatto seguito un dibattito con l’autrice Serena Maiorana, l’on. Celeste Costantino (Sel) e Flavia Fratello (La 7). Stefania fu uccisa a coltellate dal suo ex-ragazzo il 27 dicembre 2011, nella sua casa di Licodia Eubea (Ct): Maiorana ne ha raccontato la storia, ripercorrendo le tappe della vicenda attraverso le testimonianze di parenti e amici. Stefania vive quindi nei ricordi della madre, del padre e dell’amica del liceo. Struggente e drammatico il piano narrativo della vicenda di Stefania, che si intreccia continuamente a quello della sua vita politica.

Un riferimento crudo ma reale del fenomeno socio-culturale del femminicidio, una denuncia delle forme tradizionali della cultura italiana e delle politiche sociali e familiari che lo alimentano.

Le compagne mfpr intervengono al convegno "toponomastica femminile" a Palermo sullo sciopero delle donne

All'interno del "Convegno Toponomastica femminile" svoltosi a Palermo dal 31 ottobre 2013 al 3 novembre 2013 ai Cantieri Culturali alla Zisa,  nella 2 sezione che si è svolta il 3 novembre 2013 che ha trattato  l'argomento "La Rete Antiviolenza per le Donne",  siamo state invitate come compagne del Mfpr da Nadia Cario  di Toponomastica femminile Padova presente a questo Convegno, che aveva preso parte il 6 Luglio alla mobilitazione nazionale a Roma contro Femminicidi e stupri, avendo l'opportunità di intervenire con un "fuori programma",  cosi è stato presentato il nostro intervento, per lanciare alle donne presenti  l'appello per lo sciopero delle donne del 25 novembre prossimo  dell'assemblea nazionale delle donne a Roma del 18/19 ottobre.
Erano presenti le rapprsentanti del Coordinamento 21 luglio di Palermo, del Centro antiviolenza "le onde" di Palermo, di Amnesty international Sicilia, del Centro antiviolenza di Piazza Armerina, la presidente della consulta alle politiche femminili e consulente pari opportunita del comune di Vittoria RG.

L'assemblea si è aperta appunto con il "fuori programma" dell'intervento della compagna del Mfpr di Palermo che ha iniziato a parlare delle assemblee nazionali delle donne svotesi il 18 e il 19 ottobre scorso a Roma, dove le donne, le compagne, le giovani... presenti hanno deciso e voluto lo sciopero delle donne annunciandolo anche  dal palco dei sindacati di base "occupato" a Piazza San Giovanni durante l'acampata, si è detto che lo sciopero delle donne è stato indetto in contemporanea del 25 novembre del 2013 la gionata internazionale contro la violenza delle donne, com tappa importante di un percorso in costruzione dhe deve vedere la maggiornaza delle donne unirsi via via organizzandosi per una lotta che è caratterizzata dall'intreccio questione di classe e questione di genere
Allo sciopero chiamiamo le operaie, le lavoratrici,  le precarie, le  casalighe, le studentesse, le immigrate...  contro tutti gli attacchi che subiamo ogni giorno da governo, padroni, stato... uno sciopero che partendo  dalla lotta contro i femminicidi, gli stupri, la violenza sulle donne si allarga a tutta la condizione di oppressione e sfruttamento della vita della maggioranza delle donne che questo sistema produce... non possiamo fidarci o delelgare tale lotta a governi fino all'attuale con le loro  leggi come quella  sui femminicidi che noi definiamo un vero e pripio "nuovo"  pacchetto sicurezza fatto sulla pelle dellle donne, relegando la donna all'interno delle mura domestiche  come una proprietà privata... e ponendo come "soluzione" solo più repressione e controllo sulla vita delle donne.

E' seguita la lettura dell'appello per lo sciopero del 25 novembre " Anche io faccio lo sciopero delle donne il 25 novembre" in maniera molto forte e scandita in tutti i suoi perchè...
http://femminismorivoluzionario.blogspot.it/2013/11/anche-io-faccio-lo-sciopero-delle-donne.html, che poi è stato distribuito.

Alla fine della lettura è stato detto VIVA LO SCIOPERO DELLE DONNE!  a gran voce  ed è seguito un caloroso battimano, con un semplicissimo commento da parte della moderatrice "non ci sono parole da aggiungere a quello che ha detto la rappresentante del Mfpr"

 
Le presenti sono state informate della riunione organizzativa in funzione dello sciopero/25 anche a Palermo che si farà venerdì 8 novembre 2013 alle ore 18,00 in Via G. del Duca, 4, presso i catieri cuturali alla Zisa.

saluti di lotta cettina

Lettera al sito "scioperodelledonne"

Care amiche, abbiamo letto nel vostro sito l’annuncio “Sì allo Sciopero da Usi e Slai cobas”, siamo contente che lo avete inserito, ma, come è ben chiaro sia dai testi di indizione di entrambi i sindacati di base, sia da tutti i nostri comunicati, questa proclamazione non è sul vostro appello (che, purtroppo non parla affatto di sciopero vero, di tutta la giornata, ma di fermate simboliche di 15 minuti) ma sull’appello scaturito dall’assemblea nazionale delle donne del 18/19 ottobre a Roma, che vi alleghiamo e vi preghiamo di pubblicare, insieme a una rettifica del testo lì dove dice “sul nostro appello”. Tornando allo sciopero, noi abbiamo inviato l’appello per l’indizione dello sciopero con la piattaforma, che vi rimandiamo, oltre a tutti i sindacati di base anche alla Fiom e alla Cgil, compreso la cgil di ogni settore lavorativo. Purtroppo da notizie che riceviamo dalle lavoratrici la cgil sia nazionale, sia in molte città non vuole indire lo sciopero (nè di 24 ore nè di 15 minuti). Questo vuol dire impedire concretamente alle lavoratrici che vogliono fare lo sciopero delle donne di farlo! E’ un’inaccettabile abuso, di prevaricazione della volontà delle donne, oltre tutte le prevaricazioni che le donne subiscono… Purtroppo non ci possiamo sorprendere, nè può meravigliare le lavoratrici, le donne che subiscono gli scellerati accordi filopadronali e filogovernativi della Camusso. Però a questo punto la Cgil nazionale e la Camusso non possono cavarsela con una mera adesione. La condizione delle donne, quella delle lavoratrici, delle proletarie che più di ogni altra unisce l’insieme dell’oppressione, doppio sfruttamento e violenza verso le donne, lo sciopero delle donne, non è un mero fatto di idee, di comunicati, di firme di appoggio. In questo senso vi chiediamo di fare anche voi dei passi decisi verso le cgil, fiom provinciali, dei vari posti di lavoro, perchè passino dalle parole ai fatti. Perchè o indicono lo sciopero delle donne, o le lavoratrici non se ne fanno niente di un’adesione per “mettersi la coscienza a posto”, e preferiremmo anche quando apriamo il vostro sito di non vedere più in prima pagina la faccia ipocrita della Camusso.
  AVANTI VERSO LO SCIOPERO DELLE DONNE!

Le lavoratrici del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario Taranto


da http://www.scioperodelledonne.it/

Sì allo Sciopero da Usi e Slai Cobas

Riceviamo e pubblichiamo i comunicati di proclamazione dello Sciopero delle donne sul nostro appello da parte dell’U.S.I. – Unione Sindacale Italiana e dello Slai Cobas per il sindacato di classe per l’intera giornata del 25 novembre prossimo.

ANCHE IO FACCIO LO SCIOPERO DELLE DONNE IL 25 NOVEMBRE! Adesioni in aggiornamento

ANCHE IO FACCIO LO SCIOPERO DELLE DONNE IL 25 NOVEMBRE!

http://femminismoproletariorivoluzionario.files.wordpress.com/2013/11/bozzamanifestonero.pdf
  • Perché tante mie sorelle, figlie, madri, amiche vengono uccise quasi ogni giorno dagli uomini che odiano le donne – perché la prossima potrei essere io
  • Perché sono stata violentata, umiliata, denigrata e sono stanca di farmene una colpa, di provare vergogna per questo, ma ora voglio ribellarmi
  • Perché mi ha detto che mi ama, ma non è vero, mi vuole schiava, sua proprietà nella “sacra famiglia”, perché quando decido di alzare la testa mi ammazza di botte
  • Perché quando ho chiesto aiuto alle forze dell’ordine per me o per le altre, mi hanno detto di sopportare o di farmi i fatti miei. E, allora, il 25 novembre mi farò i “fatti miei” insieme a tutte le donne che saranno al mio fianco!
  • Perché sono stata violentata e uccisa una seconda volta dalle sentenze pro-stupratori e quelli che hanno stuprato o ucciso sono protetti da questa società
  • Perchè questo Stato, questi governi non sono la soluzione ma sono la causa dei femminicidi e stupri e le loro leggi diventano solo catene di controllo, di repressione che soffoca le nostre vite
  • Perché voglio decidere della mia vita in libertà
  • Perché quando la sera esco stanca dal lavoro, non posso riposarmi, devo badare alla famiglia
  • Perché anche se mi maltratta non ho i mezzi economici, non ho casa per sfuggire al suo odio
  • Perché i tagli ai servizi sociali, tagliano prima di tutto la libertà di noi donne
  • Perché siamo noi donne per prime a pagare la crisi, con lavori sempre più precari e sottopagati
  • Perché noi donne lavoriamo come e più degli uomini ma il nostro salario è più basso
  • Perché siamo stufe di essere discriminate sul lavoro, subire anche molestie sessuali da padroni e capi
  • Perché non vogliamo più doverci sottoporre ad indagini nelle assunzioni sulla nostra condizione matrimoniale, di maternità, di orientamento sessuale, ed essere anche licenziate per questo
  • Perché, pur essendo disoccupata, mi ammazzo di lavoro dentro le mura di casa e il 25 novembre non voglio far niente, solo ribellarmi, fuori dalle mura, con le altre donne
  • Perché non sono una “supplente dello Stato”, che mi costringe al doppio lavoro, tagliando le spese sanitarie, gli asili nido, l’assistenza agli anziani e ai disabili e che invece di riconoscere questo lavoro mi allunga la pensione
  • Perché noi ragazze siamo arrabbiate per le offese, molestie sessuali, anche solo verbali o virtuali, a scuola, per le strade, nei locali, perché noi non vogliamo avere paura e vogliamo vivere liberamente la nostra sessualità
  • Perché quando dico no è NO!
  • Perché solo la nostra lotta, delle donne contro gli uomini che odiano le donne, contro i padroni, lo Stato, il governo, le istituzioni che odiano le donne, che non ci difendono, che attaccano le nostre condizioni di vita e ci opprimono ancora di più, è l’unica strada per il nostro futuro

PER TUTTO QUESTO E ALTRO

…anche io faccio lo SCIOPERO DELLE DONNE il 25 novembre

Per aderire scrivere a anchioscioperodonne@inventati.org

***

Prime adesioni
Nicoletta Salvi – libera professionista, Michela Angiolillo (Roma), Nicoletta Gazzea (Roma), Claudia Marcolini (Milano), Elvira Pignataro (Roma), Ilaria Bracaglia (Roma), Denise Bruni – studentessa (Roma), Benedetti Silva – operaia (Modena), Rosa Virtù – ass. educatrice (Roma), Selene Bruni – studentessa (Roma), Ilenia Argento – docente precaria (Milano), Layla Buzzi – maestra precaria (MO), Daria – impiegata (Roma), Anna Gaudiano – educatrice (BO), Luigia De Biasi – operaia (AQ), Claudia Conciatori – disoccupata (Ferrara), Manuela Cibellis – educatrice (Pavia), Licia Fucina – educatrice (Brescia), Ciaccheri Angela (Firenze), Luciana – donne 100 celle e dintorni, Maria Luisa Cicero (mamma No Muos), Centro Donne Lilith (Latina), Anna Maria Meloni, Paola Francucci, Valentina Maritati – Nardò (Lecce), Paola Maritati – volontaria USB, dirigente SEL – Nardò (Lecce), Debora D’Alessio – precaria, Paolina Perma – rappresentante nazionale Cobas PT – CUB/USB), Di Maida Carola – USB (Milano), Franca Abategio (Roma), Rita Annarumma, Lavoratrici precarie asili (Bologna), movimento femminista proletario rivoluzionario, Maria Lupi – femminista (Torino), Nadia Cario (Padova), Lavoratrici Pulizie Scuole Statali Taranto, Operaie Forestali ARIF Puglia, Precarie Coop Sociali dello Slai Cobas per il sindacato di classe Palermo, Comitato per i diritti civili delle prostitute, Collettivo Donne Contro (Roma), Associazione Femminile di Volontariato x conoscere x fare a Guspini (Sardegna), U.S.I.  – Unione Sindacale Italiana, Slai Cobas per il sindacato di classe, Alessia D'Innocenzo - studentessa (Bologna), Lavoratrici SLAI Cobas per il sindacato di classe-Policlinico Palermo, Nadia Furnari, Associazione Antimafie “Rita Atria”, SISA - SINDACATO INDIPENDENTE SCUOLA E AMBIENTE


da FB
Maddalena Celano (Roma), Angela Notav Bucci (Roma), Mimosa Sfitziosa (Cuneo), Milly Mia (Brindisi), Jelena Lo Coco, Kattyd Debora Martucci, Alessandra Costantino, Assunta Di Giovanni, Damiana Novellino Puglia, Amantia Martinelli, Nawra Vandelia, Claudia Digirolamo, Caterina Lo Iacono, Roberta Orlando, Mimosa Sfitziosa, Giorgia Geraci, Daniela Artemisia Benicchi, Antonella Primula Daonensis, Roberta Pompili, Donatella Anello
 

Alcuni messaggi
Come donna, come attivista, come essere umano… aderisco allo sciopero delle donne del 25 novembre. Grazie per aver sintetizzato in maniera chiara il senso del 25 novembre.
Nadia Furnari
 

Sono Alessia D'Innocenzo. Una studentessa di Scienze Storiche di Bologna che sta preparando una tesi in Storia delle donne e di genere. Ho partecipato all'assemblea cittadina martedì sera.
Vorrei invitare questo comitato, tutte le donne coinvolte e le associazioni che lo promuovono ad espandere la notizia, quantomeno relativa allo sciopero in sè, alle studentesse universitarie.
Direi che il 25 Novembre è una data-evento sconosciuto a molte delle mie colleghe.
Quindi direi di promuovere lo sciopero anche nelle aule universitarie. Potrei fare del volantinaggio. Sono a disposizione per qualunque cosa"
 

GRAZIE COMPAGNE! ottima lettura e programma dello sciiopero Slai condiviso
pienamente anche in rete
Collettivo Donne Contro - Roma

L’Associazione Antimafie “Rita Atria” aderisce con convinzione allo sciopero delle donne
Perché la lotta alla mafia non può prescindere dal diritto all'esistenza.
Perché la lotta alla mafia non è esercizio retorico di "ricordo" ma è analisi e studio dei fenomeni che portano al controllo sociale e politico.
La lotta alla mafia è saper assumere posizioni politiche in un mondo di cerchiobbotisti che hanno paura di schierarsi per mera opportunità politica.
Per questo e tanto altro (scritto nella nostra storia quasi ventennale), aderiamo allo sciopero delle donne.
per l'associazione, Nadia Furnari - Direttivo nazionale

04/11/13

Per le donne licenziamenti e tagli al salario vuol dire ritorno a casa o peggio !

http://femminismoproletariorivoluzionario.files.wordpress.com/2013/01/manifesto25-11-13.pdfLicenziamenti, chiusura di fabbriche, tagli ai posti di lavoro, tagli a ore  e salari, già miseri, tutto questo sta colpendo migliaia e migliaia di  lavoratori

In tanti di questi posti di lavoro tante sono le donne e in  alcuni sono loro la maggioranza che subiscono questi attacchi (Dalla  Idealstandard di Pordenone, alle lavoratrici delle pulizie delle scuole -  per dire solo quelli più recenti)
Per le operaie, le lavoratrici questi attacchi hanno un significato ancora  più pesante

Per le donne ancora di più, perduto il lavoro, non c'è  prospettiva di altra occupazione
Ma soprattutto per la maggiorparte  significa ritorno a casa, in uno stato oggettivo e spesso soggettivo di  subordinazione, di ritorno ad una condizione di dipendenza oppressiva

L'"alternativa" è diventare prostitute
E il caso della madre e figlia che  per mancanza di soldi lo hanno fatto, non può essere assolutamente visto  come un caso isolato e scelte individuali

TUTTO QUESTO E' PARTE DELLO SCIOPERO DELLE DONNE, E RENDE LO SCIOPERO DEL 25  NOVEMBRE UNA STRADA, MAI FINORA PERCORSA, NECESSARIA E DIROMPENTE PER  L'INTRECCIO PRESENTE NELLA REALTA' E CHE DEVE ESSERE SEMPRE PIU' EVIDENTE DELLE RAGIONI DI CLASSE E DI GENERE CHE FANNO DELLA LOTTA DELLE  DONNE UNA LOTTA GENERALE PER ROVESCIARE QUESTO SISTEMA MARCIO

Riportiamo un comunicato sull'occupazione del provveditorato a Taranto delle  lavoratrici delle pulizie nelle scuole

***

Questa mattina circa 100 lavoratrici e lavoratori delle pulizie scuole statali stanno occupando il provveditorato di Taranto
Tutti i piani del provveditorato sono occupati, fino al terrazzo dove le lavoratrici hanno messo tre striscioni, uno di questo dice: "Ci vogliono tagliare la nostra vita e il nostro futuro" - facendo di fatto riferimento al taglio o del 60% dei posti di lavoro o dell'orario di lavoro già ridotto che a Taranto porterebbe allo scandalo di dover lavorare solo per 45 minuti al giorno per un salario (che non si può chiamare neanche tale!) di 150/180 euro al mese!  Le lavoratrici e i lavoratori sono determinati a rimanere finchè non ci siano risposte positive da Roma, dove oggi ci dovrebbe essere un incontro al Ministero
* Oggi quindi in tutte le scuole statali non ci saranno le pulizie! *  Vendola, dopo le promesse di impegno di lunedì scorso che sta facendo per difendere 700 posti solo nella provincia di Taranto e migliaia in tutta la Regione? Ugualmente pretendiamo dal Prefetto un ruolo attivo (non da mero notaio che riferisce a Roma); anche le altre istituzioni locali, dal provveditore al Sindaco, non possono cavarsela col discorso che loro non possono far nulla - se le scuole resteranno sporche, con problemi di igiene e di salute per i bambini, lo stesso Stefano non può pensare di lavarsi le mani o di scrivere l'ennesima letterina
Nel 2007, grazie alla rivolta, fu a Taranto che si risolse la vertenza, con un ruolo attivo dell'allora prefetto, a cui dovettero accodarsi le altre istituzioni locali, e quella lotta, con occupazioni, blocchi del ponte costrinse i rappresentanti del governo a scendere loro a Taranto!  Attenti, diciamo a tutti, oggi quella rivolta è appena cominciata! E noi vogliamo che sia come e più di quella del 2007*
Nessuno venga a dirci che i soldi da parte del Ministero non ci sono
E' di questi giorni i dati regione per regione dei*fondi dati alle scuole private: 1 miliardo e mezzo!* 

QUESTA LOTTA DEVE VINCERE A TUTTI I COSTI! E' UNA BATTAGLIA SIA LOCALE CHE NAZIONALE, SI TRATTA DI 24MILA LAVORATORI, SOPRATTUTTO DONNE CHE VEDONO MESSO PESANTEMENTE IN CRISI IL LORO FUTURO!  NESSUN  POSTO DI LAVORO DEVE ANDARE PERSO! NO A TAGLI DELL'ORARIO DI LAVORO E DEL SALARIO!


LAVORATRICI SLAI COBAS per il sindacato di classe - Taranto  per info: Fiorella Masci 3339199075 

Proclamazione sciopero delle donne al Policlinico e all’Università di Palermo

 
S. L. A. I. COBAS per  il  sindacato  di  classe

Sede provinciale: Via G. del Duca, 4 – 90138 Palermo – Telfax 091/203686 –  338.7708110 -    e-mail: cobas_slai_palermo@libero.it

Sede legale e nazionale:  Via Rintone 22 – 74100 Taranto – Telfax 099/ 4792086 – 3475301704-e-mail: cobasta@libero.it

Prot. 408/2013                                                                                                              Palermo,04.11.2013
                                                                           Al Commissario Straordinario
A.O.U.P. “P. Giaccone”
Al Rettore
Università degli Studi di Palermo
OGGETTO: PROCLAMAZIONE SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DELLE LAVORATRICI E DELLE DONNE PER L’INTERA GIORNATA DEL 25 NOVEMBRE 2013.
Si comunica la proclamazione da parte della scrivente O.S. dello “sciopero delle lavoratrici e delle donne” che si svolgerà a livello nazionale e per l’intera giornata del 25 novembre 2013 (in coincidenza della giornata mondiale contro la violenza sulle donne),  in tutti i settori lavorativi privati, cooperativi e pubblici e riguarda tutte le lavoratrici indipendentemente dal loro contratto di lavoro.
Si allega Nota della Coordinatrice nazionale dello SLAI Cobas per il sindacato di classe e piattaforma dello sciopero.
Altresì, ai sensi della L. 300/70, si chiede di portare a conoscenza delle lavoratrici e dei  lavoratori la presente comunicazione.
Per il Coordinatore provinciale
(Domenica Sciortino)

02/11/13

Vittime di violenza sarete premiate!

http://femminismoproletariorivoluzionario.files.wordpress.com/2013/11/bozzamanifestonero.pdfAdesso abbiamo un valore in quanto vittime! questo governo moderno fascista ci premia se veniamo stuprate e picchiate

più che mai dobbiamo essere determinate nella lotta contro capitalismo clerico fascista !  il 25 Novembre aderiamo tutte allo sciopero delle donne

manifestiamo in piazza con forza, che la nostra rabbia diventi assordante.


Vittima di violenza, quindi io valgo.
Questo è il frame costante che incita alla definizione di uno status che mi accredita nella società non per le mie competenze, perché sono brava a fare qualcosa, ma perché ho subito violenza.
Non c’è modo di parlarne senza rischiare di urtare la sensibilità di qualcuna. In special modo quelle le cui ferite vengono coccolate con retoriche che parlano di cicatrici “dell’anima”, spleen post-traumatico che ti renderebbe ebete a vita, posa e sguardo muniti di aureola perché sei prossima alla canonizzazione.
Sono una di voi. Una sopravvissuta. L’ho detto e ciao. Finisce lì. E sono arrabbiata. Molto.
Perché la mia personale elaborazione non si presta alle sfilate di donne con lividi facciali utili a produrre consenso per partiti e governi. Perché non mi lascio strumentalizzare, non voglio essere rappresentata da nessuno perché ho una voce per dire quello che voglio.
Leggo sul blog di Loredana Lipperini di un premio che ha a che fare con una specie di sagra dei tartufi, e c’è una giuria che sceglie di attribuire un tartufo d’oro a personalità pubbliche, showgirl, protagonisti di reality show. Quest’anno hanno premiato anche Lucia Annibali, sopravvissuta a una terribile aggressione, sfigurata dall’acido e coraggiosamente intenta a rimettere in sesto la propria vita. Lei è contenta di ricevere il premio, io sono felice che lei ne sia felice. Lucia ha tutta la mia solidarietà e spero tuttavia capisca perché mi riesce molto difficile sospendere il giudizio e chiuderla lì.
Il premio è stato assegnato dall’amministrazione comunale di Sant’Angelo in Vado (Pesaro Urbino) e dalla commissione Pari opportunità delle Marche. La stessa che ha fortemente difeso la statua “Violata”, installata con l’intento di rappresentare una figura di donna vittima di stupro (con borsetta). Sulla suddetta statua sono piovute, inascoltate, critiche da ogni parte. Infine quest’ultima iniziativa che a me dimostra come la questione della violenza sulle donne sia trattata in quel contesto senza una particolare cognizione del fenomeno.
Il premio viene consegnato su decisione di chi? C’era una giuria? Chiedo: la scelta è stata tra quali soggetti? Chi era in gara? Costole fratturate, polmone perforato, lividi semplici o complessi? Di quali elementi si teneva conto per attribuire il premio?
Il punto vero è che le donne vittime di violenza sono oggetti, prima di chi le ha aggredite, offese, e dopo anche di chi mercifica la loro condizione per farne simboli, feticci, casi umani in un contesto che, certamente in buona fede, invece che restituire loro il valore per quel che significa essere considerate persone, le imprigiona in uno stereotipo sessista: quello della donna/vittima, soggetto debole, da tutelare.
“Violenza sulle donne” è diventato un brand. Buono per vendere abiti da sposa, capi di intimo, nuovi partiti. Ne parla perfino chi normalmente si occupa di alieni e scenari paranormali. E’ un argomento che fa audience. Procura consensi. Legittima partiti e governi, salvo poi scoprire che fanno leggi che non vi serviranno a nulla e che anzi peggioreranno la situazione collettiva.
Il mio appello si rivolge dunque alle vittime di violenza. Non vi lasciate usare. O se scegliete di farlo, fatevi pagare moltissimo. Perché chi vi usa non sempre apprezza anche il vostro apporto critico e non è detto abbia realmente a cuore la vostra opinione.
Potete immaginare prezzi buoni per ogni occasione.
Tariffe consigliate (più rimborsi spese):
- Citazione in sede parlamentare, amministrativa = 200 euro.
- Partecipazione a convegno pre-elettorale a supporto di programma del partito tal dei tali = 500 euro. In questo caso vi suggerisco di firmare un accordo in cui non siete vincolate all’esclusività. Se vi vogliono come testimonial in esclusiva chiedete intorno ai 1000 euro a presenza fissa.
- Partecipazione a trasmissione televisiva per raccontare il vostro trauma e dare uno spunto di discussione a chi vive di commenti ai fatti di cronaca che parlano di voi = 3000 euro. Il cachet può aumentare se migliorerà la vostra abilità oratoria e sulla base del vostro livello di popolarità.
Sarebbe ottimo affidarvi a un agente che saprà consigliarvi sulla maniera in cui la donna/vittima può offrirsi al grande pubblico. Se vi viene in mente altro ditemi. Io, nel frattempo, vado a cambiare la mia qualifica al centro per l’impiego.