04/11/15

Dalle compagne in Brasile

Di seguito un articolo sulle grandi manifestazioni promosse dalle Donne in Lotta della Csp Conlutas contro i tentativi di inasprire le leggi maschiliste. In Brasile non esiste il diritto di aborto e moltissime donne muoiono durante aborti clandestini...

Nesta sexta-feira (30) mais de 10 mil manifestantes protestaram contra o PL 5069/2013 que criminaliza a mulher com restrições na legalidade do aborto.

Maior parte do ato foi composta por mulheres! Haviam blocos muito diversos, exigindo a liberdade da mulher! Muitas bandeiras, muitas palavras de ordem.

Mães com bebês de colo e crianças com cartazes deram tom de esperança ao protesto, e cartazes lembravam que nenhuma mulher nasce obrigada a se tornar mãe.

A manifestação de hoje contra este PL, que é mais um dos tantos ataques de um Congresso conservador, que tem espaço garantido pelo governo Dilma, mostra a força e a união das mulheres contra a opressão.

NENHUM RETROCESSO NOS DIREITOS DAS MULHERES!

BARRAR O PL 5069! FORA CUNHA!

CONTRA OS ATAQUES DE DILMA, TEMER, AÉCIO E ALCKMIN!

LEGALIZAR O ABORTO JÁ!


Il video della grande manifestazione delle donne a San Paolo:


"IO NON VOGLIO DIFENDERMI. PERCHE' C'E' NIENTE PER CUI DEBBA DIFENDERMI" - NEL PROCESSO CONTRO L'MFPR A TARANTO

Questa mattina è iniziato il processo contro la compagna del Mfpr di Taranto, Margherita Calderazzi, querelata da uno degli avvocati degli stupratori di Carmela, la ragazzina di 13 anni, violentata dagli uomini e suicidatasi nel 2007/uccisa dallo Stato che solo dopo 7 anni ha dato una parziale condanna ai suoi stupratori.
Un processo assurdo e vergognoso, in cui l'Mfpr si trova sul banco degli imputati per avere per anni fatto presidi al Tribunale, denunciato con forza il tentativo di stupratori e loro avvocati di infangare Carmela, dei giudici di tirare avanti il processo per 7 lunghi anni e di voler dare condanne ridicole, come il tentativo, fatto proprio dall'avvocato querelante, di spostare il processo da Taranto perchè quei presidi minacciavano "il suo cliente".
Un processo in cui doveva esserci un altro imputato, il padre di Carmela,che però non c'è perchè è morto, distrutto anche per la lunga attesa di giustizia per la figlia e per tutte le oscenità che aveva dovuto sopportare contro Carmela.
Un processo che non si doveva tenere ma che dei giudici burocrati hanno portato fino al rinvio al giudizio della compagna del Mfpr, in una città in cui tante sono le donne violentate, uccise, sfruttate, oppresse, solo che per loro la giustizia non arriva.

UN PROCESSO QUINDI CHE NON PUO' ESSERE ACCETTATO!


Per questo la compagna del Mfpr questa mattina si è presentata senza avvocato e ha detto al giudice che non voleva nessun avvocato perchè non aveva da fare alcuna difesa.

Ha detto che non avrebbe risposto a nessuna domanda nè del PM, nè del legale dell'avvocato che l'ha denunciata (che si è anche costituito "parte civile"...), e che invece avrebbe fatto una sua dichiarazione. 
Il Giudice ha dovuto prendere atto.

Questa dichiarazione verrà fatta nella prossima udienza del 18 aprile 2016.


MFPR - Taranto

Il diritto d'aborto non più esercitabile!

Il cattofascismo di Stato vuole far tornare le donne a un moderno medioevo ma le donne proletarie non hanno intenzione di subire. La lotta di classe e di genere non si arresta, i diritti delle donne non saranno calpestati!
Mfpr Taranto 

EMERGENZA 194: UNA LEGGE DELLO STATO NON PIU' APPLICABILE

La legge 194/1978 - "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza" - sarà presto inapplicata per la parte riguardante l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG).

Si tratta di una vera e propria emergenza visto che la maggior parte dei medici non obiettori, quelli che nel rispetto della legge 194 praticano l'IVG nelle strutture pubbliche, sono prossimi alla pensione. L'età media dei/lle ginecologi/ghe non obiettori, infatti, è superiore ai cinquanta anni.
Già ora le difficoltà nell'applicazione della legge 194/78 sono enormi per l'alto numero dei medici obiettori, perché le norme impediscono a chi è in pensione di lavorare in strutture pubbliche o convenzionate e, inoltre, non consentono a chi è in servizio di lavorare part time presso altre strutture pubbliche.
La situazione è già disastrosa ma molto presto peggiorerà: i medici non obiettori negli ospedali scompariranno e le donne che non intendono portare avanti la gravidanza non potranno più abortire. Una legge dello Stato sarà di fatto inapplicabile.

Va anche considerato che non ci sono scuole di specializzazione in cui i/le giovani che intendono specializzarsi in ginecologia possano formarsi apprendendo le più moderne tecniche per l'IVG.
Nel volgere di un tempo rapidissimo l'effetto sarà la scomparsa di medici non obiettori e la conseguenza sarà la solitudine delle donne in un momento delicato come quello di una gravidanza indesiderata.

01/11/15

Schiave tra le serre


Da MEDITERRANEA

Nove ore al giorno nelle serre e poi, dal tardo pomeriggio alla sera, in un casolare a soggiacere ai piaceri del padrone e dei suoi amici. Gratis, o quasi, naturalmente.
Il suo fidanzato, un bracciante tunisino, ha provato a difenderla, a tirarla fuori da lì, ha chiesto aiuto agli operatori di una associazione onlus di cui ha deciso di fidarsi, ma Valentina non ne ha voluto sentire, terrorizzata di paura. Lui lo hanno massacrato a botte, lei è sparita, portata via in un’altra ‘campagna’, lontano da occhio indiscreti.
Benvenuti nell’inferno di Macconi, un tringolo di terra tra Acate, Vittoria e Scoglitti, decine di chilometri di plastica, una sconfinata distesa di serre, zona franca, un Far West assoluto che è diventato al tempo stesso terra promessa e prigione delle schiave romene del terzo millennio.
……
Il miraggio di tante Alina, Cornelia, Mariana sono le 52 giornate di lavoro, naturalmente contrattualizzato, che servono loro per ottenere l’indennità di disoccupazione agricola. Poco importa se le giornate di lavoro effettive sono più del doppio, se non vengono pagate più di venti euro al giorno per dieci, dodici ore di lavoro e se pur di avere quel maledetto contratto a condizione falsate devono sopportare di tutto. Anche di essere violentate sotto la minaccia della pistola o di essere costrette ad improvvisarsi ballerine di lap dance e prostitute in una delle discoteche della zona.

Il martedì all’ospedale di Vittoria è giorno di aborti. Qui sono quasi tutti obiettori di coscienza e così l’equipe medica arriva dagli ospedali vicini. C’è una domanda altissima da soddisfare.
Vittoria (in percentuale rispetto al numero degli abitanti) ha il più alto numero di interruzioni di gravidanza in Italia, più di cento l’anno e di queste il 40% riguardano donne romene.
……
Moltissime donne che restano incinte vengono messe subito sul primo autobus per la Romania, mandata ad abortire là dove tutto è più facile e con meno regole, visto che praticano interruzioni di gravidanza anche dopo il terzo mese, e poi fatte tornare.
……
I bambini, anche loro qui, tra questa immensa teoria di serre dove è impossibile orientarsi, dove non esistono indirizzi, dove se chiami un’ambulanza non riesce ad arrivare, dove polizia e carabinieri non entrano e dove naturalmente non arrivano i servizi pubblici, sono dei ‘fantasmi’ che vivono in assoluto isolamento in balia dei padroni delle campagne in cui lavorano i genitori.
Pochissimi sono quelli che vanno a scuola, gli altri aspettano chiusi in questi tuguri che di giorno sembrano deserti, abbandonati da anni, e che solo all’imbrunire si animano con l’accensione di qualche piccola luce o di un braciere su cui cuocere quel poco che c’è da mangiare.
……
“L’invisibilità di questa gente - ci dice Ausilia Cosentini, coordinatrice di Proxima - è un elemento fondante di questa condizione di schiavitù perché consente alla comunità locale e alle istituzioni di non occuparsene. (…)
I numeri la dicono lunga: in dieci anni ci sono state solo due denunce di abusi sessuali. E negli ultimi due anni delle 269 persone che abbiamo contattato con i nostri servizi di emersione solo 23, meno del 10%, hanno accettato di intraprendere un percorso di salvezza”.

Mediterranea
a cura di Carla Pecis - UDI Catania


Nepal - ma quale femminista e comunista...

La presidente del Nepal Vidhya Devi Bhandari, è l'ennesima espressione della borghersia compradora nepalese. sotto il controllo dell'egemonismo e espansionismo indiano al servizio dell'imperialismo.


Una campagna di disinformazione de Il Manifesto e Contropiano 

Il nuovo governo del PCNUML non è marxista - Prachanda è ormai da tempo un rinnegato che ha tradito e smantellato la guerra popolare; la stabilizzazione di cui parla questo ignobile articolo è fondata sulla piena restaurazione del dominio della borghesia e del latifondo, sulla sottomissione all'India e sul servire l'imperialismo. La Bandhari è messa lì come 'pupa di pezza' dell'Esercito che è stato responsabile di massacri ed oggi per conto anche dell'India è pronto a reprimere le masse nepalesi da mesi lottano contro questi signori e preparano la nuova ondata.
  • Redazione Contropiano
Il Nepal ha una presidente donna, la prima della sua storia. L’elezione di Vidhya Devi Bhandari, del Partito comunista del Nepal (Unificato marxista-leninista), è giunta dopo che il 12 ottobre il parlamento aveva dato ad ampia maggioranza al paese un capo del governo marxista, di sesso maschile.La 54enne Bhandari ha ricevuto 327 voti parlamentari su 549 contro i 214 del principale rivale, Kul Bahadur Gurung, del Partito del Congresso nepalese, primo partito del paese e forza di centrosinistra con 196 seggi. Per lei hanno votato non solo i 175 eletti della sua formazione ma anche gli 80 parlamentari del Partito Comunista Maoista (Partito Comunista Unificato del Nepal – Maoista, per l’esattezza), spesso in conflitto con le formazioni marxiste più moderate.
Un ruolo essenzialmente di rappresentanza, il suo, ma comunque importante per stabilizzare un paese uscito da otto anni di grave incertezza politica, di scontri etnici e conflitti sociali, che conferma la svolta storica del Nepal, paese dove nel 2008 la guerriglia maoista ha estromesso dal potere la sua monarchia feudale restia ad ogni democratizzazione.
Di quella estromissione è stata tra i protagonisti, così come è stata protagonista della ricerca di un nuovo ruolo per la donna accolto in parte nella nuova Costituzione che riconosce non solo un terzo dei seggi parlamentari riservati alle donna, ma anche un presidente o vice-presidente al femminile. Per la prima volta in Asia la costituzione del Nepal, approvata a settembre dopo molti anni di scontri in parlamento e fuori, riconosce anche i diritti degli omosessuali.
(da proletari comunisti)

I DUE ADOLESCENTI RISCHIANO 5 ANNI DI CARCERE
Due ragazzi turchi, di età compresa tra 12 e 13, rischiano di trascorrere quattro anni dietro le sbarre per oltraggio al presidente Turco Recep Tayyip Erdogan. I pubblici ministeri li accusano di aver strappato manifesti del leader turco.
Ismail Korkmaz, il loro avvocato ha provato a spiegare le ragioni del gesto, evidenziando la buona fede dei due adolescenti: ”Non c'era premeditazione nel insultare il presidente. Inoltre, non erano a conoscenza che il volto sui manifesti fosse quello del presidente stesso. Per stessa ammissione dei due ragazzini, strappare quei manifesti sarebbe servito solo per raccogliere e poi successivamente vendere la carta. "Strappare un manifesto è solo un reato minore e dovrebbe essere soggetto al codice civile, e non a quello penale. E poi, anche che la legge vieta la pena di bambini sotto i 15 anni", ha detto l'avvocato.
Korkmaz ha aggiunto che la difesa sta preparando un rapporto psichiatrico affermando che: "questi
bambini non hanno capacità di discernimento, percezione del significato giuridico, delle conseguenze del reato, o il controllo del loro comportamento." “Nonostante questo, prosegue l’avvocato, il pubblico ministero è andata avanti con l'accusa, che è stata accettata dal giudice”
La Turchia ha assistito nei giorni scorsi a una serie di proteste contro il governo. La decisione di Ankara di staccare la spina a due emittenti televisive legate ai rivali politici del Presidente Erdogan ha innescato manifestazioni a Istanbul. Il Giro di vite del governo turco sui media dell’opposizione sta portando dei risultati alla vigilia delle elezioni generali in programma per 1 novembre. Giovedi due giornali legati alle TV oscurate non si sono presentati in edicola. Le attività internet dell'opposizione vengono soppresse con il pugno di ferro e senza pensarci due volte. Il Re-tweeting delle dichiarazioni dell’opposizione, o contestare il presidente nei social network, potrebbe portare all’arresto. Nel mese di gennaio, l'ex Miss Turchia Merve Buyuksarac è stato arrestata per la pubblicazione di un poema satirico che ha criticato Erdogan. L’avvocato conclude dicendo: ”Ultimamente, il capo dello Stato ha un modo più autocratico e totalitario di governare. Egli non può gestire i critici " Facendo riferimento al caso degli adolescenti, l'avvocato ha detto che dopo che Erdogan è stato eletto presidente, molte persone sono state accusate di aver insultato il leader nazionale, e sono stati perseguiti e puniti. "Oggi la magistratura ha un'interpretazione estensiva di questo articolo. Anche la critica casuale nel quadro della libertà di espressione è considerato un insulto”

Continuano le Celebrazioni del 20° MFPR: report da Milano

Con Bella ciao domenica 25 ottobre si è aperta la celebrazione del 20° del Mfpr a Milano nella sede del Comitato Molise-Calvairate e con i calorosi ringraziamenti, non rituali, per la disponibilità a concederci lo spazio.
Per noi particolarmente significativa la scelta sia per la partecipazione dell’esponente storica del comitato al presidio in occasione del 1° storico sciopero delle donne, sia perché era importante tenere l’assemblea in un quartiere popolare, a forte presenza di immigrati e in cui la questione casa, la qualità della vita nei quartieri popolari di periferia ha un peso specifico notevole, con la specificità, per le donne immigrate della necessità di accesso ai servizi, sempre più carenti, vista la mancanza, in genere, della rete di sostegno familiare, le difficoltà di seguire i figli nel percorso scolastico per la insufficienza conoscenza della lingua, etc - anche su questi aspetti vorremmo aggiornare e arricchire la piattaforma del nuovo sciopero delle donne. Inoltre, ha rappresentato una ideale continuità del lavoro concreto al fianco delle donne in lotta per il diritto alla casa, contro il razzismo istituzionale…