18/08/26

ONU: ISRAELE COMPIE VIOLENZE SESSUALI IN ZONE DI CONFLITTO

Un carcere israeliano
Un carcere israeliano

Le Nazioni Unite hanno ufficialmente aggiunto Israele alla loro lista nera di paesi ed entità accusate di aver commesso violenza sessuale in zone di conflitto. La misura prevede l’inclusione esplicita del servizio penitenziario israeliano nell’elenco del 2026, mentre altre strutture governative e militari sono state sottoposte a un quadro di sorveglianza speciale che potrebbe portare a sanzioni future.

La decisione è stata presa dopo che numerosi rapporti hanno denunciato abusi e violenze sessuali sistematiche all’interno dei centri di detenzione sotto il controllo israeliano. Questa situazione è aggravata da un persistente modello di impunità istituzionale, evidenziato all’inizio di quest’anno quando l’ufficio del procuratore generale militare israeliano ha ritirato le accuse contro cinque soldati coinvolti nell’abuso e nell’aggressione sessuale di un detenuto palestinese nella prigione militare di Sde Teiman nel 2024.

La reazione ufficiale di Tel Aviv al parere dell’organismo multilaterale è stata di assoluto rifiuto e rottura tattica. L’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha annunciato l’immediata sospensione della cooperazione con l’ufficio del segretario generale, António Guterres, definendo la risoluzione una “decisione politica scollegata dai fatti e dalla realtà”. 

La condanna del rappresentante diplomatico riflette l’aumento delle tensioni tra l’amministrazione israeliana e la struttura delle Nazioni Unite, in un contesto in cui la comunità internazionale fa sempre più pressione per la responsabilità, la supervisione delle condizioni di detenzione dei prigionieri e la fine dell’esonero dalla responsabilità penale per i militari coinvolti in violazioni dei diritti umani.

Pressioni che però sembrano restare sulla carta, infatti nessuna misura sanzionatoria è mai stata presa contro Israele nonostante le denunce arrivino dalle Nazioni Unite.

Nessun commento: