03/02/19

Le anime nere dietro il ddl Pillon



di Nadia G.
Chi sono i promotori del convegno sul ddl Pillon contestato da Non Una di Meno a Roma, le anime di destra che si autoproclamano “garanti” della famiglia?

Giovedì 31 Gennaio, Non Una di Meno ha contestato il senatore Pillon durante un convegno dedicato all’affido condiviso e organizzato dal gruppo consiliare della Lega del Municipio I. Come tutti sanno, durante la contestazione alcuni dei presenti hanno aggredito le attiviste prendendole a spintoni e urlando epiteti come «zocc**e» o allusioni al numero dei loro «amanti» (come se, la vita sessuale delle presenti fosse affare loro). Quello che forse non si sa, è chi siano queste persone che si autoproclamano “garanti” della famiglia. Innanzitutto, parliamo di William De Vecchis, promotore dell’evento, ex consigliere comunale di Fiumicino strettamente legato al circolo neofascista 2punto11, la più importante dependance dell’organizzazione Foro 753 (2.11, ovvero la seconda e l’undicesima lettera dell’alfabeto: B ed M., iniziali di Benito Mussolini), un gruppo che nel 2006 fu al centro delle contestazioni per l’omicidio per mano fascista di Renato Biagetti. Un gruppo che non esita a definire l’antifascismo «ritardo mentale» e probabilmente proprio perché, tra un camerata e l’altro, fascisti lo sono veramente.
Ma sempre de Vecchis fu anche, tra le altre cose, diretto promotore nel 2004 di un ordine del giorno in sede consiliare del comune di Fiumicino per intitolare una piazza al gerarca fascista Ettore Muti. Ma non finisce qua, arriviamo ad un altro degli organizzatori, l’uomo che ha di fatto aggredito l’attivista la cui “colpa” era tenere in mano un piccolo striscione con scritto «Giù le mani dalle donne». Ex centurione, Alessandro Vallocchia è (quanto meno è stato) il portavoce del fantomatico Comitato di Difesa Esquilino-Monti, assieme ad Augusto Caratelli, altro organizzatore dell’incontro, già candidato con Polverini e Pirozzi, uno del Popolo della famiglia. Durante l’amministrazione di Alemanno queste persone sono state promotrici di ronde “antidegrado” (leggi anti stranieri) nel quartiere Esquilino, assieme a Forza Nuova e Militia Christi, un’avanguardia del modello di “giustizia fai da te” che oggi sembra sempre più prossimo a diventare un fatto consuetudinario. Tra le campagne del fantomatico Comitato meritano una menzione l’esposto contro il centro culturale interreligioso di via di San Vito e l’Operazione mazzaferrata con cui incitavano ad atti di vandalismo e di aggressione verso i commercianti (e non solo) stranieri . È proprio in questo periodo che nasce il tristemente noto fenomeno dei Bangla Tour, ovvero i pestaggi premeditati contro i lavoratori bengalesi da parte di esponenti di gruppi neofascisti, episodi di quotidiano razzismo che non sono mai cessati e di cui si parla sempre meno. Di là dai passati e dei presenti torbidi di questi personaggi, bastano l’aggressione di ieri e forse le emblematiche frasi pronunciate dallo stesso Augusto Caratelli, «non esistono i maltrattamenti in famiglia» e «ma se provocate vi credo che siamo violenti» a far riflettere sulla natura della proposta di legge del ministro Pillon e dei suoi seguaci, e su come questa, se approvata, riporterebbe indietro di decenni il diritto di famiglia e la legislazione in fatto di violenza domestica e tutela dei minori.

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