18/10/26

Formazione rivoluzionaria delle donne - Il marxismo e il movimento femminile - 1° parte

Cominciamo con questa FRD ad affrontare in termini scientifici/marxisti l'origine della questione femminile, contro le analisi e concezioni antiscientifiche tuttora in corso. 
Pubblicheremo anche questa volta parti di un opuscolo editato dal Mfpr.
Ma chiaramente è bene leggere/studiare l'intero opuscolo, si può richiedere a WA 3475301704 o e mail: mfpr.naz@gmail.com


Massimo sostegno alla mobilitazione e lotta delle migliaia di studentesse e studenti in tante piazze, contro la repressione del governo moderno fascista Meloni/Piantedosi/Valditara

Migliaia di studentesse e studenti sono scesi in piazza in tutta Italia il 16 ottobre, animando una grande mobilitazione in tante città dal nord al sud del paese contro le politiche reazionarie del governo Meloni, i tagli alla scuola pubblica, contro il razzismo sparso dall’alto da questo governo, contro le politiche al servizio della guerra imperialista e anche in sostegno della Palestina. Da Milano a Torino a Roma, passando per Bologna, Napoli, ecc. i cortei studenteschi hanno riempito le strade, cortei a cui questo Stato borghese e il governo Meloni hanno dato solo una risposta repressiva con cariche della polizia contro i determinati studenti in lotta, tra cui molti giovanissimi.





Nelle giuste ragioni della protesta degli studenti anche il caro affitti, la precarizzazione, il carovita che colpiscono soprattutto i figli, le famiglie della classe lavoratrice. Così gli studenti anche organizzati in diversi collettivi hanno denunciato la trasformazione della scuola in una caserma, carri armati di cartone sono stati dati alle fiamme, e in un'azienda al servizio del profitto. E mentre si tagliano i fondi per l'istruzione, la sanità e i servizi, il governo Meloni mette sempre più soldi per il riarmo e l’economia di guerra, dirottando risorse preziose verso la guerra imperialista.
A Roma lanciati petardi contro il ministero l'Istruzione, bruciate anche bandiere di Usa e Israele.


Un elemento significativo emerso in questa giornata di lotta è stato il legame di forte solidarietà creatosi tra studentesse e studenti e lavoratrici e lavoratori della scuola, numerosi docenti, come avvenuto a Torino, sono scesi in piazza al fianco degli studenti schierandosi con le ragazze e i ragazzi, quegli studenti che il ministro Valditara, continuando a dire falsità sul buon funzionamento della scuola pubblica ha definito teppisti, condannando la repressione poliziesca e la criminalizzazione del dissenso che questo governo vuole imporre, facendo in piazza davanti ai poliziotti in assetto antisommossa anche uno scudo umano contro le cariche, i lacrimogeni, gli idranti, dicono gli studenti “se non cambia sarà come la Francia” …

                             

Siamo senza se e senza ma al fianco delle studentesse, e degli studenti sosteniamo la loro giusta e più che legittima rabbia che si è espressa nella tante manifestazioni e che come hanno annunciato gli stessi studenti continuerà perché nell’insieme delle molteplici e particolari istanze gli studenti, giovani e giovanissimi, stanno denunciando quello che è un sistema sociale ed economico di sfruttamento e di oppressione di classe, il sistema capitalista.


Massima solidarietà agli studenti
che hanno risposto con grande coraggio e determinazione alla vigliacca repressione poliziesca, libertà immediata per gli studenti minorenni arrestati, come a Torino.
E’ giusto ribellarsi contro le politiche di un governo quale quello Meloni di attacco sempre più pesante alla vita di lavoratori, operai, donne, studenti, giovani immigrati, nel solco dell’avanzamento del moderno fascismo.

Che le lotte, dagli studenti ai lavoratori ai proletari, confluiscano in un’unica lotta di classe per cacciare il governo Meloni e ogni governo al servizio di padroni e guerra imperialista nella prospettiva di spazzare via la reale e profonda causa di tutti questi attacchi alla nostra condizione di vita, il sistema sociale capitalista.

Mfpr

Oggi iniziativa zona parco Trotter MI in solidarietà con la giovane donna stuprata

Oggi iniziativa zona parco Trotter Milano organizzata da Nudm in solidarietà con la giovane donna stuprata nei giorni scorsi. Una rappresentanza dell'Mfpr parteciperà - di seguito appello di Nudm di Milano.

Nella note tra il 14 e il 15 ottobre una studentessa di 21 anni é stata violentata da due uomini vicino al parco Trotter, tornava a casa da una serata, come avremmo fatto tutte. Ritornare a casa la sera é sempre un momento che una donna si deve organizzare. Ci sará un bus che passa lí vicino? Dovró aspettarlo tanto da sola? Prendo la bici che forse é meglio? Ci sará qualcun che puó fare un pezzo di strada con me? Mandami un messaggio quando arrivi a casa che sto piú tranquilla... 

Da gennaio 2026 sono 1261 i fascicoli per violenza sessuale aperti dalla procura. No, non possiamo decisamente stare piú tranquille. Per le donne e le persone LGBTQIA+ lo spazio pubblico é sempre stato fonte di insicurezza: se non é lo stupro é il catcalling o la molestia, NON NE POSSIAMO PIÚ! La cittá appartiene anche a noi e abbiamo il diritto di attraversarla sentendoci seren3 e sicur3. La nostra sicurezza peró non coincide con il concetto costantemente sbandierato dalle destre... Vogliamo città piú accessibili dove tutt3 possano vivere serenamente attraversandole a qualsiasi ora del giorno e della notte. 
Per questo continuiamo a ribadire che finché non si metteranno in atto politiche di prevenzione alla violenza noi saremo sempre un bersaglio. Vogliamo l'educazione sessuoaffettiva nelle scuole, vogliamo il welfeare, vogliamo servizi alla persona, vogliamo trasporti pubblici potenziati, vogliamo una casa, vogliamo i finanziamenti ai centri antiviolenza, rivogliamo la nostra sanitá pubblica. Ci stringiamo intorno alla studentessa che ha subito violenza e le diciamo SORELLA NON SEI SOLA e continueremo a gridare che le strade sicure le fanno le sorelle che le attraversano! 

13/10/26

Sull'assemblea nazionale di NUDM

Il 10 e 11 ottobre si è tenuta a Bologna un'assemblea nazionale di Non una di meno.
Nessuna compagna del Mfpr poteva partecipare perchè tutte impegnate nelle loro città nelle importanti manifestazioni del 10 per la Palestina.
Nello stesso tempo, quest'anno, a differenza dei precedenti, Nudm non ha dato la possibilità di seguire l'assemblea on line e intervenirvi (noi l'avremmo fatto nella giornata della domenica 11/10).
In ogni caso, attenderemo la pubblicazione degli interventi e conclusioni di questa assemblea per fare valutazioni e commenti.
Chiaramente questo blog è aperto ad ospitare interventi, valutazioni da parte di sedi di Nudm, di compagne - Per inviare: WA 3475301704 - e mail. mfpr.naz@gmail.com

10/10/26

India: Le universitarie manifestano in molte città contro il patriarcato e contro la violenza della polizia contro le donne - "Non c'è liberazione femminile senza rivoluzione, e nessuna rivoluzione senza liberazione femminile"

Anche le donne scendono sempre più in piazza a protestare contro la violenza della polizia al comando del governo fascista di Modi che rappresenta al massimo grado l'aspetto del patriarcato dentro lo sviluppo del capitalismo

4 ottobre 2026

Oggi, 1° ottobre 2026, gli studenti della BHU (Banaras Hindu University) hanno organizzato una marcia di protesta dal VT fino all'incrocio MMV, sostenuta dall'unità di Varanasi della Bhagat Singh Students Morcha. Un gran numero di studenti della BHU — in particolare studentesse — si è sollevato contro il patriarcato.
L'aumento dei crimini contro le donne nel paese dimostra che il partito parlamentare al potere sfrutta questa questione solo per vincere le elezioni, mentre la sua vera agenda è saccheggiare e sfruttare il settore pubblico per i prossimi cinque anni. Se guardiamo a qualsiasi partito parlamentare, le sue file sono composte da leader che spesso sono stupratori — individui che godono della protezione statale. È una conseguenza del crescente fascismo brahminico Hindutva che le amministrazioni della BHU e di altre università incoraggino squadre di scagnozzi affiliati al BJP-RSS ad attaccare gli studenti. Proprio queste bande di teppisti e scagnozzi si muovono apertamente impunemente dopo aver molestato o violentato donne. Possiamo citare l'esempio recente di Swatantra Bhardwaj, o figure come Brij Bhushan, Prajwal Revanna, Asaram e Ram Rahim — insieme a vari altri guru religiosi e politici — che sono apertamente protetti dall'establishment al potere.
Sono state adottate misure preventive per impedire alle studentesse di unirsi alla marcia di oggi, eppure, riconoscendo la propria forza, si sono presentate in gran numero. Il campus della BHU non è sicuro per le donne; qui, quando le studentesse alzano la voce, il personale di sicurezza maschile le trascina, le picchia con i grandi bastoni, e le sottopongono a una sorveglianza morale. L'amministrazione universitaria stessa protegge questi autori; le denunce contro di loro non portano ad azioni e, al contrario, gli studenti subiscono molestie da parte di comitati disciplinari. I teppisti e gli scagnozzi presenti qui sono protetti, così come i professori che nutrono atteggiamenti anti-donne. Il patriarcato presente nella società è un prodotto del sistema di disuguaglianza economica. Pertanto, il patriarcato non può essere sradicato dalla società senza uguaglianza economica.
Il Bhagat Singh Students' Morcha invita tutti gli studenti, operai, professori e intellettuali a unirsi e intensificare la lotta contro l'ondata crescente del fascismo brahminico Hindutva; questa è la via verso la liberazione femminile.
Non c'è liberazione femminile senza rivoluzione, e nessuna rivoluzione senza liberazione femminile.
Distruggiamo il patriarcato!
Distruggiamo Manuvad!
Distruggiamo il brahmanismo!
Distruggiamo il feudalesimo!
Distruggiamo l'imperialismo!
Viva la rivoluzione!Le universitarie manifestano in molte città contro il patriarcato e contro la violenza della polizia contro le donne - "Non c'è liberazione femminile senza rivoluzione, e nessuna rivoluzione senza liberazione femminile"

Anche le donne scendono sempre più in piazza a protestare contro la violenza della polizia al comando del governo fascista di Modi che rappresenta al massimo grado l'aspetto del patriarcato dentro lo sviluppo del capitalismo

4 ottobre 2026

Ancora si attacca gravemente la vita delle donne! A Palermo il diritto di aborto negato al Policlinico con un biglietto scritto a penna.

Un osceno foglietto di carta per cancellare la Legge 194 e il diritto di aborto alla maggioranza delle donne!

Nel cuore della Sicilia, in una delle strutture ospedaliere universitarie più grandi della regione, il Policlinico di Palermo, il diritto delle donne alla libertà di scelta, alla loro autodeterminazione, il diritto di abortire viene calpestato con la oscenità di un post-it. Un foglietto appeso alla meno peggio per annunciare l'interruzione del servizio di Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG): il motivo? "Mancano i medici non obiettori".

Un attacco gravissimo alla vita di tantissime donne che rientra nella vergognosa realtà di una sanità pubblica smantellata sempre di più ogni giorno, ma che rientra anche nel clima di moderno medioevo e di doppia oppressione che avanza in questo paese che si manifesta nell’attacco e svuotamento di fatto dell’applicazione delle legge 194 con la inaccettabile questione dell’obiezione di coscienza, in Sicilia e in molte zone d'Italia essa supera abbondantemente l'85%.

Un intero ospedale pubblico, quale il Policlinico di Palermo, si scrolla di dosso gli obblighi di legge, trattando un diritto costituzionale e sanitario fondamentale alla stregua di un servizio di cui si può fare a meno, giustificandolo con la carenza di personale mentre avalla pienamente l’obiezione di coscienza della totalità dei medici, negando un diritto inalienabile alla maggioranza delle donne.

Ma chiaramente non si tratta di un semplice "disservizio" burocratico, questa è la chiara conseguenza politica e pratica del clima oscurantista, maschilista alimentato dal governo moderno fascista Meloni, che sin da quando si è insediato, dando man forte anche alle associazioni "pro-vita", ha attaccato i diritti della maggioranza delle donne in questo paese, con particolare accanimento, in primis ideologico, contro il diritto di aborto che rappresenta il cuore dell’autodeterminazione delle donne e della loro libertà di scelta (il Governo Meloni ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge della Regione Sicilia approvata a fine maggio del 2025 che introduceva l'obbligo per gli ospedali pubblici di assumere medici non obiettori di coscienza per garantire le interruzioni volontarie di gravidanza perché la norma avrebbe ecceduto le competenze statutarie della Regione e si sarebbe posta in contrasto con i principi le norme statali in materia di obiezione di coscienza. Il governo regionale Schifani, corollario del governo Meloni, dal canto suo, però non ha poi di fatto messo in atto nessun reale provvedimento per impedire situazioni come quelle che stanno accadendo oggi al Policlinico di Palermo).

Smantellare i diritti delle donne non significa necessariamente abrogare formalmente le leggi, ma anche renderle inapplicabili nei fatti. Lasciare i reparti sguarniti di personale non obiettore, impedire le assunzioni mirate, tollerare che la clausola di coscienza divenga un lasciapassare per sabotare la sanità pubblica, mentre poi negli anni tanti sono stati i casi vergognosi di medici obiettori negli ospedali pubblici che poi privatamente fanno gli aborti per arricchirsi, significa costringere tante donne, e in particolare le donne proletarie, le donne immigrate che non possono sborsare migliaia di euro nelle cliniche private, a ricorrere ancora oggi agli aborti clandestini rischiando la vita o a portare avanti gravidanze contro la loro volontà. È una doppia violenza di Stato contro le donne che si giustifica e si maschera dietro una cosiddetta neutralità amministrativa.

Oggi l'aborto clandestino non è più solo quello delle strutture mediche illegali o dei vecchi metodi artigianali, si ricorre alla clandestinità anche online attraverso l’acquisto di farmaci non tracciati, per comprare pillole abortive senza prescrizione né supervisione medica, a causa degli ostacoli burocratici o dell'alto tasso di medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche o con l'uso autonomo di questi farmaci, al di fuori del SSN, che espone le donne a gravi rischi di salute.
Le relazioni ufficiali del Ministero della Salute al Parlamento presentano storicamente un forte ritardo (spesso di circa tre anni) rispetto alla realtà corrente. I sistemi di raccolta dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'ISTAT (che nel 2026 procede a scaglioni trimestrali per le IVG) faticano a mappare ciò che sfugge completamente alle strutture sanitarie. Le ultime stime ufficiali e delle associazioni (come la campagna di monitoraggio dell'Associazione Luca Coscioni) continuavano a calcolare che l'aborto clandestino potesse rappresentare una quota vicina al 15% del totale delle IVG in Italia, alimentata principalmente dalle disparità regionali, e nelle regioni del sud come la Sicilia la situazione è peggiore, nell'accesso al percorso farmacologico e chirurgico.

Denunciamo con forza questo ennesimo grave attacco alla vita delle donne!
La direttrice generale del Policlinico Furnari ha chiesto alla direzione sanitaria del Policlinico un "approfondimento puntuale sull'attività svolta presso l'unità di Ostetricia e Ginecologia", ma certamente non può bastare.

Pretendiamo l'immediata assunzione di personale medico non obiettore in tutti gli ospedali pubblici della Sicilia e in generale di questo paese.

Contro la normalizzazione della violenza istituzionale, dal governo Meloni ai governi regionali suoi corollari, che si vuole imporre alla vita della maggioranza delle donne

Con questo governo siamo costrette a difendere comunque la 194, anche se contiene dei limiti, ma perché noi questi limiti li vogliamo modificare o addirittura eliminare, vedi la questione dell’obiezione di coscienza, ma oggi la battaglia principale è per la difesa del diritto d'aborto, della difesa della libertà di scelta delle donne.

Il diritto di aborto non si tocca! Giù le mani dai nostri corpi, giù le mani dalla nostra libertà!

RIBELLIAMOCI, ORGANIZZIAMOCI E LOTTIAMO A DIFESA DEI NOSTRI DIRITTI E DELLA NOSTRA VITA!

Ci trovi il giovedì dalle 16,00 alle 18,00 in via M. Cipolla 93 oppure puoi contattarci all’indirizzo: mfprpa@gmail.com o lavoratriciprecariedisoccupate@gmail.com

Mfpr Palermo