09/01/26
AURORA... Denunciamo la squallida operazione mediatica di trasformare la vittima in un caso clinico, così la violenza sembra meno violenza e più destino
08/01/26
Asra Media sollecita le organizzazioni per i diritti umani a intervenire contro gli abusi sulle donne palestinesi nella prigione di Damon
07/01/26
Messaggi di solidarietà a Luigia L'Aquila
Da Campetto occupato:
04/01/26
Giù le mani da Luigia!
03/01/26
Infame e criminale attacco imperialista americano al Venezuela - preso e rapito il legittimo presidente Maduro - dal blog proletari comunisti
L'MFPR dove è presente partecipa alle manifestazioni in corso - da Palermo a Milano, ecc.
Morte all'imperialismo principalmente yankee!
yankee go home!
solidarietà al Venezuela e alle masse popolari venezuelane!
Il vaso è colmo - denuncia mobilitazione azione!
proletari comunisti/PCm
"... siamo contro l'intervento dell'imperialismo americano senza se e senza ma. Siamo contro la salita al potere che sarebbe comunque di stampo golpista delle forze reazionarie che apertamente stanno sostenendo questo intervento per essere portate dai marines al potere ...
"Nello stesso tempo per tutti i paesi dell’ America Latina la questione di fondo è come attraverso una guerra popolare i proletari, i contadini e le masse popolari di questi paesi potranno in via definitiva liberarsi dell'imperialismo e dei loro servi"
dalla Controinformazione Rossoperaia del 4 novembre 2025
*****
Yankee go home! Fermare l’aggressione imperialista USA in Venezuela
Imperialismo è guerra, è rapina, è oppressione delle nazioni e dei popoli oppressi, è neocolonialismo.
Abbiamo
ampiamente parlato di quello che a livello mondiale avviene nei
confronti della Palestina e non ci torniamo se non ribadendo la
necessità di proseguire la mobilitazione operaia, studentesca e popolare
nei confronti dello Stato Sionista di Israele, dell'imperialismo
americano e i loro piani e a sostegno del popolo palestinese, in
particolare della sua resistenza armata in una situazione così
difficile.
Ma
Trump, l'imperialismo americano, come si sa, ha aperto tutti i fronti
all'insegna del MAGA, a “fare l'America più grande” e si intende, in
certi aspetti, a tentare disperatamente di riaffermare l’egemonia e il
dominio americano nel mondo su tutti i piani. E' chiaramente per gli
Stati Uniti è sempre stato estremamente importante il cosiddetto
“cortile di casa”, vale a dire i paesi dell'America Latina.
C'è una lunga storia qui del dominio americano, dei colpi di Stato e dei regimi instaurati in questi paesi a
servizio dell'imperialismo americano e subordinati e guidati spesso
direttamente dagli Usa, soprattutto per quanto riguarda il suo aspetto
militare, attraverso la CIA, il Pentagono e così via.
Trump
rilancia alla grande questa politica e in particolare la rilancia in
questi giorni, in queste ore, nei confronti del Venezuela.
L'intervento americano in Venezuela è però un intervento rivolto a tutta l'America Latina per dire a tutti che o i governi sono allineati agli interessi dell'imperialismo americano e pongono un freno alla penetrazione di Cina e Russia in questi paesi sul piano economico e secondariamente sul piano diplomatico e militare, oppure l'imperialismo americano si arroga il diritto di intervenire con i più svariati pretesti in questi paesi per imporre con la forza dell'intervento militare dei regimi ad esso favorevole, facendo leva sia sulle forze all'interno di questo paese dell'esercito, militari, sia sulle forze politiche e le classi dominanti di borghesia compradora, di latifondisti presenti, perché siano insediate con la forza al potere queste forze e gli interessi americani vengano difesi all'interno di essi, perché i servi americani sia economici, politici, diplomatici e militari possano beneficiare.
Si
tratta di una nuova stagione dell'imperialismo americano che ha
caratteri abbastanza simili a quelli degli anni passati, ma nello stesso
tempo si inseriscono nel contesto attuale.
Per
questo l'intervento americano che viene preparato ed è già in corso in
Venezuela deve trovare la denuncia e l'opposizione in tutte le parti del
mondo. Per cui appoggiamo le manifestazioni contro l'intervento
militare in Venezuela e dalla parte del Venezuela aggredito, e
denunciamo con forza il pretesto del cosiddetto narcotraffico perché
considerare il Venezuela un narco-Stato è un crimine contro il popolo
venezuelano, contro il suo governo legittimo e contro gli interessi dei
proletari e delle masse popolari, oltre che essere una chiara falsità.
Si sa che i cartelli del narcotraffico sono legati ai governi in tutta
l'America Latina, ma si sa come si sviluppino e si affermino i loro
affari nel legame organico con le forze reazionarie di destra, fasciste
che normalmente son legate all'imperialismo americano.
Questo
non vuol dire sostenere che il governo Maduro sia un governo
socialista, progressista, diciamo bolivarista (o comunque chiamato) che
fa gli interessi dei proletari e delle masse popolari venezuelane,
questo non è vero.
Il
movimento messo in campo sul piano del nazionalismo e dell'indipendenza
nazionale dall'imperialismo americano che negli anni passati ha avuto
come punto di ferimento Chávez, non vuol dire che Chávez e i suoi
seguaci siano dentro la battaglia per la liberazione delle masse
popolari nei paesi dell'America Latina e del Venezuela per uno Stato e
un regime di nuova democrazia che veda al potere innanzitutto gli
operai, i contadini, delle classe oppresse.
Anzi,
la crisi interna che ha dato spazio anche alle forze reazionarie
fasciste travestite del democratico-liberali all'interno del Venezuela,
dipende dalla politica non conseguente e non coerente dei governi come
Maduro e questo ha indebolito il proletariato, le masse popolari che
oggi si misurano con il piano di aggressione dell'imperialismo americano
e con lo sforzo che esso fa di realizzare, sia con l'intervento
diretto, sia con la pressione, una sorta di colpo di Stato che porti al
potere le forze più reazionarie e più filo Usa in questo paese.
Il Venezuela
è al centro di questa contesa perché intorno al Venezuela ci sono
grandi interesse economici, il Venezuela è uno dei grandi paesi
produttori di petrolio, e quindi è evidente che questa è la partita in
gioco e che ha visto l'interesse degli altri imperialismi, in questo
caso quello russo-cinese, sul Venezuela.
L'appello
di Maduro alla Russia e alla Cina ad essere dalla sua parte per fermare
la mano dell'imperialismo americano è dettata chiaramente da
circostanze oggettive che vedono l'imperialismo americano alle porte del
Venezuela per rovesciarlo, ma non è una manifestazione di indipendenza
nazionale. La liberazione nazionale sociale delle masse, dei proletari
delle masse venezuelane, il recupero pieno dell'economia del Venezuela
nelle mani dei proletari e delle masse popolari passa strategicamente,
inevitabilmente dalla sostituzione dei regimi falso-progressisti come
quello di Maduro con regimi di democrazia proletaria e popolare, di
nuova democrazia.
Ma
oggi noi siamo contro l'intervento dell'imperialismo americano senza se
e senza ma. Siamo contro la salita al potere che sarebbe comunque di
stampo golpista delle forze reazionarie che apertamente stanno
sostenendo questo intervento per essere portate dai marines al potere.
Nello
stesso tempo per tutti i paesi dell’ America Latina la questione di
fondo è come attraverso una guerra popolare i proletari, i contadini e
le masse popolari di questi paesi potranno in via definitiva liberarsi
dell'imperialismo e dei loro servi
https://proletaricomunisti.blogspot.com/2025/11/pc-5-novembre-yankee-go-home-fermare.html














