19/04/26

Le compagne, durante la Resistenza antifascista. Alcune brevi note


Qualche riflessione sulla questione delle donne nella Resistenza e su come il Partito Comunista d’Italia ha cercato di organizzare questo ruolo delle donne, delle compagne e renderle protagoniste.
Il lavoro di massa da parte del Partito non cessò mai neanche nei momenti in cui si dovette entrare in clandestinità, da qui la capacità del Partito comunista di sapere agire in ogni condizione e di continuare a mantenere il legame con le masse. In questo senso va vista anche la pratica dei “Gruppi di difesa delle donne” nome che poteva sembrare strano per un partito comunista rivoluzionario ma che mostrava l’intelligenza dell’uso tattico di dotarsi di strumenti specifici per legarsi alle masse, in questo caso femminili, al di là della stretta militanza nel partito o dell’aderenza al partito, per mobilitarle, e questo lo si è visto nei fatti in molteplici forme. 
Per affermare il ruolo importantissimo delle donne nella Resistenza le compagne, le donne hanno dovuto fare anche una lotta per assumere alcuni ruoli anche di direzione. Questo aspetto è presente anche nell’esperienza dei gap. Il libro "Con cuore di donna" di Carla Capponi - che è stata una gappista - fa emergere bene questo ruolo e la lotta messa in campo da compagne contro atteggiamenti maschilisti da parte dei compagni anche all’interno dello stesso Partito. Uno dei fatti esemplari è che nelle azioni armate alle donne venivano affidati ruoli di supporto. Per esempio, se si doveva fare un’azione dovevano fare le finte fidanzate che distraevano; spesso si impediva che partecipassero all’azione armata in senso stretto. 
Carla Capponi invece partecipò in prima fila, ma dovette imporsi. Nel libro racconta un episodio: ruba un’arma su un autobus a un fascista e impone a un compagno del suo gruppo, della sua squadra di insegnarle ad usarla. Poi diventerà una compagna attiva anche nell’attentato di via Rasella.
Negli anni post Resistenza c’è stato un attacco e un tentativo anche di sminuire se non cancellare il ruolo del Pci nella Resistenza, questo per le donne è stato una costante. Hanno dovuto battersi per affermare il loro diritto, rivendicare di essere della Resistenza, ma il loro ruolo nella Resistenza è stato sempre ridimensionato a partire dal fatto che le staffette avrebbero costituito un ruolo minimale, poco importante, di puro supporto. Invece è stato un ruolo fondamentale e anche di grande intelligenza per tenere sempre i collegamenti.  
Nella Resistenza il contributo attivo delle donne fu anche come partigiane in montagna; tantissime sono le partigiane che hanno svolto ruoli anche di direzione, sono state commissarie politiche in alcuni casi. Però, come dice la Guidetti Serra, in qualche libro di storia a mala pena si accenna che nascono i Gruppi di difesa della donna. 
L’aspetto importante è che sono proprio i comunisti a cogliere questa necessità e a capire come le donne avessero bisogno, qualsiasi estrazione, qualsiasi ruolo nella società rivestissero, di avere una forma di organizzazione che desse loro la possibilità di essere parte di una organizzazione collettiva che rendesse più facile la loro attivizzazione, che in vari modi già c’era ma aveva bisogno di essere organizzata ed elevata. Ed elevata anche la loro formazione politica. Quindi le comuniste in particolare riuscirono a svolgere in tempi rapidi l’addestramento politico, la formazione ideologica, ma anche ad acquisire le norme della clandestinità a cui comunque per lunghi anni si erano attrezzate, svolgendo una qualche forma di lavoro clandestino. Tutto questo riescono a renderlo patrimonio anche delle donne comuni, non abituate a fare questo tipo di attività.
Per le donne comunque, era molto più difficile; la loro attività non veniva immediatamente e in generale accettata all’interno del movimento partigiano, e si ricorda un episodio: le ragazze, le donne salite in montagna per unirsi ai partigiani vengono apostrofate con “sei venuta qui per fare la resistente oppure per fare la prostituta?”. 
Anche nella vita quotidiana per il tipo di attività che svolgevano erano comunque soggette a possibili attacchi per il loro comportamento, per cui potevano essere additate come di facili costumi, perché si dovevano muovere pure per tantissimi chilometri, stare in compagnia di uomini che non appartenevano alla famiglia, ecc.
Dopo la Resistenza si sono rese conto del tentativo di cancellare, annullare il ruolo di combattenti che fino ad allora avevano avuto; su questo hanno lasciato tante testimonianze. Per esempio, anche nei cortei della Liberazione viene consigliato loro di non parteciparvi e soprattutto non partecipare armate. Ma loro, le partigiane ci vanno, con dignità e orgoglio. 

18/04/26

"Bella ciao" anche in Ungheria del dopo Orban

Che le masse popolari ungheresi ora continuino nella ribellione e grande partecipazione di piazza, per i diritti sociali, per la libertà e i diritti democratici, per i fatti e non parole, per la liberazione di tutte le antifasciste e antifascisti, per i diritti delle donne, ecc. ecc.

17/04/26

Formazione rivoluzionaria delle donne - Donne fascismo Resistenza - 1° parte

In questa settimana e nella prossima ci sembra importante, giusto - in occasione del 25 aprile - fare la FRD su Donne fascismo e Resistenza, su cui negli anni abbiamo fatto due opuscoli.
Pertanto rimandiamo la FRD che avevamo annunciato sulla lotta a teorie del femminismo borghese.
In questa prima parte pubblichiamo un articolo tratto dall'opuscolo "Resistenza 1945-1995" sulle linee del fascismo sulle donne.

16/04/26

"Partigiane della libertà" spettacolo teatrale di Attricecontro

Il 17 aprile nella giornata internazionale di Solidarietà con i prigionieri e le prigioniere Palestinesi e verso il 25 aprile

una serata di 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐞 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 con 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀, spettacolo di e con 𝐀𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨.
La 𝐑𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 non è stata solo storia di uomini. Migliaia di donne hanno partecipato come 𝐜𝐨𝐦𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢, affrontando 𝐫𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐜𝐚𝐫𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐭𝐞. 𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐨 𝐜𝐫𝐨𝐜𝐞𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐧𝐞, ma protagoniste attive della lotta di liberazione.
Lo spettacolo ripercorre le loro esperienze attraverso 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐞 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, restituendo il 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞, i 𝐧𝐨𝐦𝐢 𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 di queste eroine. 
La 𝐑𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 è 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐚, 𝐜𝐨𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐚 contro 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨, 𝐬𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐨𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞. Lo spettacolo ne riafferma l’𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀, richiamando le 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐞 di chi ancora oggi 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 alla 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e alla 𝐧𝐞𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢, come accade in 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚.

𝐒𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 21.00
📍 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐕𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 – 𝐕𝐢𝐚 𝐏𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐞 15, 𝐓𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐨

15/04/26

L’Ungheria ha chiuso il procedimento contro Ilaria Salis! - Bene! Ora tutte e tutti gli antifascisti liberi sia in Ungheria sia in Italia

L’europarlamentare italiana Ilaria Salis, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha detto che il procedimento penale contro di lei in Ungheria è stato archiviato dopo la decisione del Parlamento Europeo di mantenere la sua immunità parlamentare. Era accusata di aver aggredito dei manifestanti neonazisti a Budapest nel 2023, cosa che lei ha sempre negato, e per questo aveva passato 15 mesi in un carcere ungherese. La conferma dell’immunità ha impedito che venisse avviato un processo contro Salis in Ungheria: l’archiviazione era quindi un passaggio atteso, ma finora la magistratura ungherese non aveva dato notizie sull’intenzione di annullare o meno il procedimento.
A fine maggio del 2024 era passata agli arresti domiciliari a Budapest, che due settimane dopo erano stati revocati come conseguenza della sua elezione al Parlamento Europeo, che le aveva garantito l’immunità. Gli europarlamentari non possono essere arrestati o sottoposti a restrizioni della loro libertà per tutta la durata del mandato, tranne nel caso in cui vengano fermati in flagranza di reato, cioè mentre lo stanno commettendo. L’immunità può però essere revocata in seguito a una richiesta di un’autorità competente di uno stato membro. Il governo ungherese aveva chiesto la revoca per Salis, ma lo scorso ottobre il Parlamento Europeo aveva respinto la richiesta, in un voto a scrutinio segreto e con un solo voto di scarto.

“Noi violentate di continuo e ammanettate”: 33 testimonianze raccontano la tratta di donne migranti tra Tunisia e Libia

Il governo fascista Meloni del non arresto di Almasri, degli accordi contro i migranti

di Pietro Barabino

Il dossier è realizzato dal team di ricercatori internazionali RR[X] con il sostegno di Asgi, Border Forensics, The Routes Journal, On Borders e Melting Pot Europa. Le interviste sono state raccolte da dicembre 2024 a febbraio 2026.

12/04/26

Formazione rivoluzionaria delle donne - Un importante lavoro

Nella prossima settimana riprenderemo la Formazione rivoluzionaria delle donne, traendo testi essenzialmente dal grande numero di opuscolo, pubblicazioni che abbiamo fatto in tutti questi anni. 
Vogliamo oggi fare un primo punto di questo lavoro.
Esso è iniziato più di un anno fa. Esattamente la prima pubblicazione di questo ciclo di FRD l'abbiamo fatta il 3 aprile del 2025.
Sono usciti fino ad ora 28 testi, alcuni molto lunghi, che hanno trattato in termini teorici vari temi - a volte siamo riuscite a pubblicarli in legame con le battaglie che in quel momento il movimento delle donne aveva di fronte o stava facendo, per rendere la teoria arma agente, lontana da ogni idea di Formazione come sola conoscenza.
Abbiamo pubblicato anche degli interventi sulla FRD uscita.
E, soprattutto su questo, vogliamo sollecitare a inviarci interventi, commenti, contributi - li pubblicheremo tutti.
Dai commenti diretti di compagne, lavoratrici attive nelle lotte, femministe ci sembra che questo lavoro di FRD sia utile e quindi ci incoraggia a continuare.
C'è ancora tanto lavoro da fare che da un lato possa servire a rafforzare la teoria - ma quale teoria? Quella di classe, quella rivoluzionaria, quella comunista; dall'altro a fare la lotta alle altre teorie anti rivoluzionarie, anti femministe, anti marxiste. 
Cominceremo subito, nella Formazione rivoluzionaria delle donne della prossima settimana, ad affrontare alcune di queste teorie errate. 

Stiamo mantenendo gli impegni di nuovi opuscoli che avevamo annunciato ad inizio anno. 
 * E' uscito l'opuscolo "Riprendiamoci la KOLLONTAJ" - critica alle strumentalizzazioni del femminismo borghese" - per affermare una corretta analisi materialistico storico dialettica della condizione delle donne, in distinzione/critica a teorie del femminismo piccolo borghese - e l'importanza della lotta rivoluzionaria delle donne per la rivoluzione proletaria, socialista che trasformi la terra e il cielo - attraverso l'esperienza nuova e il grande lavoro della Kollontaj.

* Stiamo preparando, in uscita il 28 maggio, Un opuscolo sulle donne e la Comune di Parigi, la prima grande esperienza rivoluzionaria di costruzione di un potere proletario in cui le donne furono tante e fondamentali nel programma e vita (purtroppo breve) della Comune e diedero il loro sangue combattendo eroicamente. Un opuscolo che cercheremo di realizzare con nuovo materiale di ricerca e con ripresa del giudizio storico di Marx, Lenin, Mao.

Bene. Cosa ne pensate?