15/05/23

Un'altra operaia tragicamente ucccisa sul lavoro, la carotide tagliata da una lamina...

Maledetti padroni, maledetto questo sistema per cui la vita degli operai e delle operaie sfruttati per il profitto non conta nulla  

Queste morti non sono un caso! Sono assassini che accusano apertamente questo sistema capitalista sfruttatore e criminale che richiedono da parte di noi donne una lotta ampia contro questo sistema che li produce.

Per le operaie uccise non basta il lutto! Per le operaie e lavoratrici sfruttate e oppresse, padroni sfruttatori dovrete pagherete tutto

Si pone la necessità che ogni giorno di più queste parole/slogan si concretizzino in ribellione, in lotta, in azione e organizzazione con in prima fila noi donne lavoratrici, proletarie. 

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Operaia muore in un incidente sul lavoro nel Mantovano, sarebbe dovuta andare in pensione fra qualche mese.

La donna, di 60 anni, lavorava in una carpenteria

Un'operaia di 59 anni, Maura Marangoni di Motteggiana, è morta questa mattina in un infortunio sul lavoro avvenuto in una carpenteria leggera di Suzzara, nel Mantovano. La donna stava lavorando ad una pressa.

La lamina di metallo inserita si è inceppata nel macchinario e poi, ad un tratto, è stata espulsa a gran velocità colpendo la donna alla gola e recidendo la giugulare. È morta dissanguata in pochi minuti mentre i colleghi cercavano di soccorrerla. Non è ancora chiaro se si tratti di errore umano o malfunzionamento del macchinario. Sarebbe dovuta andare in pensione fra qualche mese.

L'azienda, la Bcl, è specializzata in produzioni metalliche e, in particolare, nello stampaggio e saldatura di lamiere a freddo. Sul posto è intervenuto l'elisoccorso ma inutilmente perché la donna era già morta. I tecnici della Medicina del lavoro dell'Ats Val Padana hanno effettuato un'ispezione.

Presidio a Milano contro la repressione in Iran che continua

Report del Mfpr Milano:

Si è tenuto ieri un presidio organizzato dalla comunità iraniana in Italia. Iniziative analoghe si sono tenute contemporaneamente in diverse città europee. 

In particolar modo è stata denunciata la repressione che continua in Iran contro attivisti, manifestanti e la necessità di dar voce ai prigionieri sino alla loro liberazione.

Una mostra realizzata dalla comunità degli iraniani di Torino con i ritratti listati a lutto sia dei giovani assassinati nel corso di manifestazioni o perchè giustiziati dal regime iraniani a seguito della loro partecipazione alle proteste e dei giovani ancora in carcere già condannati o in attesa di giudizio. In particolare è stata rivendicata la liberazione del rapper Toomaj Saleh. Tanti artisti hanno pagato  con carcere, torture sino alla morte il loro essersi schierati dalla parte della ribellione delle donne che ha investito l'intera società iraniana.
Non sono mancate le performances di artisti e interventi al microfono.


Il testo di  convocazione del presidio

Sono passati più di 7 mesi dal sequestro e dall'arresto illegale di Toomaj Salehi (il rapper Iraniano) e di molti attivisti politici e manifestanti contro i crimini della Repubblica islamica. Ogni giorno i nostri cari vengono minacciati e torturati nelle celle di isolamento.

Uniamoci tutti insieme il 14 maggio in Piazza della Scala per far sentire la voce dei prigionieri contro l'ingiustizia della Repubblica Islamica. Cerchiamo di diffondere la verità sui crimini commessi, affinché prigionieri politici come Toomaj salehi e Saman Yasin possano essere liberati.



14/05/23

I nuovi neri mostri: dalla Meloni a Salvini, dalla Roccella a Lollobrigida, con al fianco la Chiesa cattolica, in scena alla Kermesse contro le donne degli Stati Generali della natalità


La Meloni
“Vogliamo che non sia più scandaloso dire che siamo tutti nati da un uomo e una donna, che non sia un tabù dire che la natalità non è in vendita, che l'utero non si affitta e i figli non sono prodotti da banco che puoi scegliere e poi magari restituire… per questa iniziativa bella e coinvolgente che sta diventando tradizione, grazie oltre le parole di rito: viviamo in un'epoca nella quale parlare di natalità, maternità, famiglia è sempre più difficile sembra un atto rivoluzionario… bisogna avere coraggio per sostenere cose fondamentali per la nostra società…
L'allarme del Ministro Giorgetti: “Nel 2042 rischiamo di perdere il 18% del Pil con gli attuali tassi di fecondità”.
Il fascio-razzista Lollobrigida ministro dell’agricoltura: "…Ma qui stiamo parlando di denatalità per tutelare la nostra cultura e la nostra lingua, non la razza. Siamo qui per capire se il nostro raggruppamento linguistico e culturale possa sopravvivere… Credo che sia evidente a tutti che non esiste una razza italiana. È un falso problema immaginare un concetto di questa natura. Esiste però una cultura, un'etnia italiana, quella che la Treccani definisce raggruppamento linguistico culturale, che immagino che in questo convegno si tenda a tutelare…"
La anti abortista Roccella, Ministra per la famiglia, natalità, pari opportunità:Alla natalità abbiamo dedicato il nome di un ministero e soprattutto, fin dal primo giorno, interventi concreti, risorse importanti e una visione strategica. Ricordando che il fattore economico è importante, ma lo è altrettanto quello culturale…". E si schiera con il Lollobrigida affermando che “Le etnie esistono, noi orgogliosi di essere italiani”.
Il fascio-sessista Salvini "Nel decreto lavoro i premi per chi ha figli abbiamo previsto che siano detassati… Abbiamo fatto una scelta politica come è una scelta quella fatta in Ungheria di detassare le donne che hanno quattro figli".

Dalla Meloni a Salvini, dalla Roccella a Lollobrigida, con al fianco la Chiesa cattolica di Papa Francesco… i nuovi neri mostri politici, oggi al governo in questo paese, si sono presentati sulla scena/Kermesse degli "Stati Generali della natalità" per riaffermare con forza tutta la loro essenza/concezione fascista-sessista-razzista, innanzitutto ideologica, di questo governo che, rappresentando la frazione più reazionaria della borghesia al potere, vuole avanzare rapida verso il moderno fascismo aperto.
In scena la nera ideologia del sempre più “Dio, Patria, Famiglia”, guardando come esempio da seguire anche a paesi fascio-oscurantisti che attaccano e opprimono pesantemente le donne come l’Ungheria, narrando la maternità delle donne come il “concime” che deve fare crescere la loro “patria”, descrivendo i figli come “un investimento per il bene comune” dice la Meloni, ma intendiamoci! solo se di “etnia” "bianca italica” ritorna alla carica il lurido topo di fogna Lollobrigida, in un concentrato arrogante proprio dei fascisti che si deve  irradiare, che deve investire, che si deve porre/imporre  in tutti gli ambiti politico, economico, culturale… con la conseguente volontà di emanare rapidamente leggi e azioni specifiche che colpiranno in primis la maggioranza delle donne in questo paese, il cui ruolo produttivo/riproduttivo non deve essere messo in alcun modo in discussione.
“Un figlio – italiano! -  è di tutti e per tutti” ha detto la Meloni, un ruolo sociale, quello delle donne che fanno figli, perché quelle senza figli socialmente non valgono niente, che deve essere sempre più funzionale alla salvaguardia/difesa/mantenimento del sistema sociale capitalistico la cui inevitabile e sempre più profonda e generale crisi economica, sfociante anche nelle guerre imperialiste e interimperialiste, è uno degli incubi di classe della borghesia al potere.  
La maggioranza delle donne italiane, che è chiamata dai fascisti al governo a risolvere la piaga sociale del grave decremento delle nascite, è descritta come irresponsabile e deve essere colpevolizzata, innanzitutto ideologicamente, le donne che non fanno figli sono nemiche socialmente della loro “patria” e della loro unica “sacra famiglia”, altre non ne devono esistere, quella patria e famiglia che devono da un lato essere concimate dalla nascita dei figli per gli  interessi dei padroni, di cui questo governo è servo attivo, dall’altro si devono incentivare per le nuove braccia da sacrificare per la loro guerra imperialista.
il numero dei figli è un parametro fondamentale che abbiamo introdotto in ogni ambito” dice agli Stati generali la ministra Roccella, quella che insieme alla Meloni “rassicurava” che il diritto di aborto non è in discussione, ma poi afferma la Roccella “l’aborto purtroppo è una delle libertà per le donne” da attaccare e impedire; a partire dalle campagne ideologiche sempre più pressanti, da concretizzare poi in leggi vere e proprie contro le donne e la loro libertà di scelta, in un paese in cui già in diverse regioni ci son leggi volte a rendere sempre più difficile fino ad impedire l’esercizio del diritto di aborto.  
Lo avevamo già scritto sin dall’insediamento di questo governo che le donne valgono solo se fanno figli, sono "pesate" sulla base del numero dei figli, ma oggi ancor di più con tutti i corollari che gli ruotano attorno, intellettuali, mediatici, culturali, economici… questa concezione si deve afferma con più forza, alcuni inviti a donne agli Stati Generali sono stati fatti perché avevano titolo a parteciparvi in quanto donne ricche che hanno più figli, vedi la serva ex ballerina Cuccarini…
La libertà ed emancipazione delle donne si devono affermare solo nella maternità e in questa logica, in nome della difesa della maternità è l'intervento verso le aziende… E tutti, padroni, istituzioni, sindacati e chiaramente la Chiesa che già lo fa da sempre, (ndr. oggi con il Papa Francesco che ammonisce sulle politiche economiche insufficienti, ma per essere finalizzate alla nascita di più figli essenziali per questa società capitalistica mentre stringe più che ipocritamente la mano alla Meloni, quella che inneggia alla maternità ma poi è la mandante assassina dei bambini migranti morti in mare la cui vita non vale nulla, ed emette leggi economiche di attacco pesante al lavoro, che sanciscono la precarietà a vita e la disoccupazione, che non permettono di fatto alle donne/famiglie, in primis proletarie, di questo paese di mettere al mondo figli… Ma la Chiesa cattolica da sempre è un apparato di potere che si è adattato di volta in volta alle diverse situazioni politiche per mantenere in questo sistema il suo potere, oggi sponsorizzando, anche con Papa Francesco, di fatto il moderno fascismo che avanza), vengono chiamati a dare il proprio contributo a questa campagna per la natalità (dal comunicato Mfpr del 20 novembre 2022)
Una campagna ideologicamente ricattatoria per cui le donne si devono convincere anche con la schifosa e arrogante elargizione di premi una tantum  di stampo mussoliniano, come è ritornato a dire Salvini in questi osceni Stati  Generali.
Mentre non si contrastano i licenziamenti delle lavoratrici, delle operaie nelle fabbriche, le pesanti discriminazioni di cui sono oggetto; la precarietà lavorativa; mentre non viene fatta nessuna politica di massicce assunzioni delle donne (molte hanno perso il lavoro durante la pandemia) nei settori fondamentali per la vita delle masse popolari: soprattutto sanità, scuola. Come nessun serio intervento per sostenere le donne e i bambini, che quando nascono sono "fatti loro"; gli stessi soldi per gli asili dal Pnrr sono pochissima cosa, insufficiente, una miseria se si pensa ai miliardi destinati ai grandi padroni o per le spese militari…. è inevitabile che questa considerazione delle donne soprattutto come corpi per fare figli, alimenti il clima da moderno medioevo, patriarcalista, per cui le decisioni, l'autodeterminazione delle donne non conta, e di conseguenza alimenti l'humus maschilista/fascista/sessista, che è il brodo di coltura dei femminicidi, degli stupri, di ogni violenza sessuale, nella "sacra famiglia mortifera, come nelle strade, nei luoghi di lavoro, ecc. (dal comunicato Mfpr del 20 novembre 2022).

Considerate solo mere macchine per la riproduzione noi donne non possiamo che essere sempre più in prima linea contro tutto questo, la recente manifestazione ad Ancona, promossa da Nudm Marche, contro l’attacco al diritto di aborto è stata un’altra risposta del movimento delle donne necessaria e significativa. Ma è la lotta  contro il governo Meloni che deve diventare sempre più chiara e aperta, in cui importante deve essere la presenza e la voce delle donne proletarie, che saranno le più attaccate, le più colpite per ragioni oggettive e soggettive verso cui intensificare il lavoro politico, di controinformazione, organizzativo…
Mfpr 

L'idea della "sostituzione etnica" di Lollobrigida/Meloni è una organica teoria nazista. Un utile reportage di TPI

Dal blog proletari comunisti

Non si tratta di idee, posizioni di un mostro idiota razzista, ma di teorie, politiche che hanno dato vita da tempo a programmi, azioni, alla base della nascita del nazismo/fascismo, e rinnovate poi in Europa, e con sostenitori negli Usa dagli ideologhi di Trump; in Italia ben presenti gia' prima in Fratelli d'Italia, sostenute dalla Meloni e da "Azione Studentesca", e che ora, dal governo, si vogliono riproporre (non dimentichiamo il cambio di nomi di alcuni Ministeri in chiave sovranista), e soprattutto darvi corso. In questo sono pericolose, non vanno prese sottogamba, e soprattutto vanno soffocate subito, con ogni mezzo!

UN REPORTAGE DA LEGGERE

Da TPI (The Post Internazionale)  di Andrea Palladino – 5 Mag. 202

Il ministero delle Identità nazionali. Vi dice nulla? Ha il compito di «proteggere, valorizzare, studiare» l’identità «sarda, piemontese, lombarda, veneta, siciliana, ecc…». Se volessimo tradurre il senso dei nuovi nomi per i dicasteri creati dal nuovo governo (dalla Sovranità alimentare al Made in Italy) questa potrebbe essere una buona soluzione.

E in fondo Francesco Lollobrigida – salito alle recentemente cronache per il richiamo alla sostituzione etnica («Non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica: gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro») – questo concetto lo annunciava già nel 2020, in un post su Facebook: «Ci troverete sempre dalla stessa parte, a difendere la storia, l’identità e il futuro dell’Italia». 

Ecco, difesa dell’identità. Il «ministero delle Identità nazionali» è parte del programma di un gruppo di estrema destra europeo, Generazione Identitaria, sciolto per decreto dal ministro dell’Interno francese per istigazione all’odio razziale e per aver formato una vera e propria milizia privata nel marzo del 2021.

I suoi militanti furono i protagonisti della caccia navale alle Ong nel Mediterraneo centrale nell’estate del 2017 con il cargo C Star e dei blocchi sulle Alpi qualche mese dopo, attuati con un elicottero, jeep e vere e proprie pattuglie di centinaia di militanti.

Nati nel 2012 in Francia, fino al 2021 hanno conquistato una larga fetta dell’opinione pubblica europea grazie a due parole d’ordine: la lotta contro «la grande sostituzione» e la «reimmigrazione», ovvero un programma articolato per l’espulsione di massa dei migranti.

Hanno un ideologo, molto noto in Francia. Un nome che il «documento di posizionamento» elaborato dall’ufficio studi di Fratelli d’Italia nel 2018, con il titolo “Identità e politiche europee”, pone tra gli intellettuali da citare, in una sorta di Pantheon di riferimento. 

Renaud Camus, 75 anni, barba bianca e occhi azzurro intenso. Da anni si è rifugiato nel suo castello de Plieux, nel dipartimento di Gers, Francia meridionale. Ha un atelier dove dipinge quadri senza particolare talento e uno studio immenso con le pareti di pietra coperte da migliaia di libri.

Quando riceve i giornalisti chiede al suo assistente di filmare tutto: «Ho avuto brutte esperienze, montaggi, frasi isolate senza contesto», spiega alla troupe di Lcp, la televisione dell’Assemblea nazionale francese, che è andato ad intervistarlo.

Il suo nome è divenuto famoso quando, nel 2010, ha coniato la frase-slogan della «Grande sostituzione», diventato titolo di un suo libro pubblicato in proprio nel 2011. Condannato per incitazione all’odio razziale, racconta «perdere tanto tempo nei tribunali», dove spesso viene chiamato a rispondere per le denunce di razzismo. Non sembra scosso dalle accuse. Imperturbabile, freddo come l’azzurro inteso del suo sguardo. 

Alle telecamere di Lcp affida la sua analisi: «Abbiamo avuto la grande peste, la grande guerra, la grande depressione, espressioni che hanno definito dei momenti storici apicali». Dunque, oggi è il momento della «Grande sostituzione»: «L’Europa è molto più colonizzata di quanto abbia colonizzato lei stessa», spiega. 

Camus ha rivisitato un concetto antico nel suo libro del 2011. Lo ha dedicato ai «due guerrieri, Enoch Powell e Jean Raspail». Powell era un politico inglese, feroce nemico delle migrazioni, che chiedeva l’espulsione dalla Gran Bretagna di tutte le persone di origine africana. Raspail è lo scrittore francese che, come vedremo, anticiperà negli anni Settanta le teorie complottiste di Camus, riprese dal ministro Lollobrigida e dalla stessa Giorgia Meloni in diversi discorsi prima di diventare premier.

Il linguaggio dell’opera è apocalittico, militaresco, con espressioni come «esercito della conquista» e migranti come «soldati». Non un fenomeno naturale, la «sostituzione» delle popolazioni, ma un vero e proprio complotto, ordito dalla «finanza internazionale», per creare un «mercato unico di consumatori» senza identità e dunque più manipolabile. Per Camus e i suoi seguaci la conseguenza è un cambiamento di popoli e di civiltà, che arriva alla «distruzione della civilizzazione europea». I principali ispiratori? «Papa Francesco, Soros e Macron». 

Chi colonizza chi?

L’idea nasce paradossalmente nel XIX secolo, quando l’Europa ha il dominio coloniale del mondo. Si diffonde per la prima volta l’idea che esistano differenti razze, con una gerarchia, e che il mescolamento sia pericoloso. Nasce la paura del «meticciato», della perdita dell’identità. Nelle esposizioni coloniali gli africani – arrivati come schiavi – venivano mostrati come curiosità terribile. 

Come spiega il documentario di Lcn “Grand remplacement : histoire d’une idée mortifère” (La grande sostituzione: storia di un’idea mortifera) uno dei bestseller francesi che più venderà copie nell’Ottocento è “L’invasione nera”, scritto dal capitano dell’esercito francese Danrit.

Nel libro si racconta la storia di un esercito di africani manovrato dai musulmani pronto a invadere l’Europa, con la scena apocalittica di Parigi ultima roccaforte assediata. L’opera uscì in fascicoli, con copertine terrorizzanti: un uomo barbuto che indicava la Mecca, alla guida di un esercito di giovani africani, del tutto simili ai volti mostrati come «animali pericolosi» nelle esposizioni, raffigurati a fianco di ufficiali francesi decapitati. 

Con la Prima guerra mondiale arrivano in Europa – soprattutto in Francia – migliaia di africani dalle colonie, utilizzati come truppe per le trincee. Per la prima volta la loro presenza supera le esposizioni esotiche organizzate sotto la Torre Eiffel, diventando una presenza visibile nella società europea.

A cavallo tra le due guerre mondiali le teorie del complotto sull’immigrazione come forma di grande sostituzione della popolazione bianca iniziano a diffondersi. E se c’è un complotto, c’è un nemico: sono i massoni, che cercano alleati; è la sinistra, che cerca votanti; e ovviamente sono gli ebrei, che vogliono controllare il mondo utilizzando le masse di africani. 

Dopo la tragedia della grande guerra, la teoria del «potere segreto ebraico che vuole distruggere la razza bianca» si rafforza, raggiunge il grande pubblico, attraverso pubblicazioni e propaganda delle nascenti ideologie naziste e fasciste. Questo filone non finisce nel 1945.

Dopo la Seconda guerra mondiale si insinua nell’estrema destra la teoria della distruzione dell’Europa attraverso le migrazioni e la «colonizzazione da parte delle popolazioni africane», come capitolo, ancora una volta, di un grande complotto. Teorie che, nel Novecento, varcano l’oceano, sbarcando anche negli Stati Uniti assumendo il nome di «genocidio bianco» e diffondendosi negli ambienti ultra-razzisti oggi alla base del movimento Alt-right, la nuova destra statunitense. 

Nel 1973 lo scrittore cattolico integralista francese Jean Raspail – uno dei due «guerrieri» a cui Camus ha dedicato il suo libro “La grande sostituzione” – pubblica il suo romanzo più famoso, “Il campo dei santi”, dove ipotizza il collasso della civiltà europea a seguito di una massiccia immigrazione, soprattutto dall’India.

In un’intervista dell’epoca poneva la domanda: «Cosa dobbiamo fare se per ipotesi arrivasse un milione di persone dal Gange?». L’opera di Raspail negli anni successivi si diffonde soprattutto negli ambienti dell’estrema destra, fino a diventare una delle letture preferite di Steve Bannon, lo stratega di Donald Trump legato a Giorgia Meloni. Rapidamente in Francia la visione apocalittica di Raspail prende piede, anche negli ambienti della destra istituzionale. 

Nel 1985 Le Figaro Magazine esce con una copertina shock, che mostra l’icona della Francia, Marianne, con il velo e il titolo «Saremo ancora francesi tra trent’anni?». La stessa testata per anni ha ospitato gli scritti di molti esponenti del Grece, sigla di Groupement de Recherches et Etudes pour la Civilisation Européenne, il gruppo di studio della nuova destra francese nato negli anni Settanta, guidato da Alain de Benoist, uno degli intellettuali di riferimento per la Lega di Matteo Salvini e per Fratelli d’Italia. 

Addio camice nere

Quando, nel 2012, viene fondata, Generazione Identitaria si pone immediatamente come movimento politico di avanguardia nell’estrema destra europea, basando la propria azione e comunicazione sulle tesi di Camus. «Grande sostituzione» da contrastare con un piano di «reimmigrazione».

I dirigenti modificano profondamente anche la simbologia politica utilizzata: nessun braccio teso, niente camice nere, nessuna celtica. Mettono in scena, attraverso un video che diventa virale, il proprio manifesto, per nulla pacifico: «Una dichiarazione di guerra», lo chiamano. E usano un logo immediatamente identificabile, il Lambda dei guerrieri spartani. La loro organizzazione ha avuto vita breve, arrivando allo scioglimento nel 2021. 

In Italia, dove il gruppo Generazione Identitaria, fondato subito dopo la creazione del movimento in Francia, aveva messo solidi radici, la simbologia e la comunicazione politica guerriera è stata ereditata dal gruppo giovanile di riferimento di Fratelli d’Italia, Azione Studentesca.

La loro rivista di riferimento l’hanno chiamata Agoghé (organo di una rete di trenta gruppi sparsi in Italia, coordinata da Casaggì, l’organizzazione vicina al mondo giovanile del partito di Meloni e dalla stessa Azione Studentesca), ovvero il regime di educazione dei giovani spartani.

I colori utilizzati nelle comunicazioni ricordano moltissimo quelli di Generazione Identitaria e in moltissime immagini delle iniziative diffuse su Internet appare in primo piano il Lambda simbolo dell’organizzazione nata in Francia. 

È però l’ideologia dell’identitarismo a fare breccia all’interno di Fratelli d’Italia, che basa le proprie radici ideologiche proprio in quella nuova destra francese erede del Grece di de Benoist: «Noi vogliamo difendere la nostra identità e le nostre radici greche, romane e cristiane dal processo di islamizzazione in corso e dall’ideologia mondialista che vorrebbe negare le appartenenze nazionali e l’esistenza stessa dei popoli europei», si legge nel documento di posizione dell’ufficio studi di FdI pubblicato nel 2018.

Non si tratta solo di principi generali, ma anche – e soprattutto – di proposte politiche: «Nel lavoro come nell’attribuzione di sussidi sociali o alloggi popolari, la preferenza nazionale, nei confronti di chi vive in Italia da più tempo e ha contribuito alla sua crescita, deve essere garantita».

La «preferenza nazionale» era uno dei punti chiave del programma di «reimmigrazione» di Generazione Identitaria: «Possibilità di accesso a servizi sociali e case popolari riservata esclusivamente a cittadini italiani; criteri di preferenza, negli uffici di collocamento, a favore di cittadini italiani ed europei», si legge nel manifesto della sezione italiana del gruppo di estrema destra, ancora oggi disponibile in rete. 

È sul tema della sostituzione etnica, però, che appare evidente la liaison dangereuse. Giorgia Meloni più volte è tornata sul tema del grande complotto, con parole decisamente più dure e chiare rispetto a quelle utilizzate da Francesco Lollobrigida: «In Italia prove generali sostituzione etnica», twittava il 6 ottobre 2016; «La Ue è complice dell’immigrazione incontrollata e del progetto di sostituzione etnica voluti dal grande capitale», il 3 febbraio 2017; «Ma guarda un po’! Chi ha scritto un pezzo del programma sugli immigrati del M5S? Gli emissari di Soros, il finanziere che sostiene e finanzia in tutto il mondo l’immigrazione di massa e il disegno di sostituzione etnica», il 9 gennaio 2018. In fondo il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare è stato fin troppo moderato.

Lega, FdI, Ppe come Erdogan in Turchia sulla violenza sessuale contro le donne

Giovedi' scorso nella votazione all'Europarlamento sulla "Convenzione di Istanbul", i parlamentari di Lega, Forza Italia  e Ppe si sono astenuti, mentre due parlamentari dei primi due partiti hanno più chiaramente votato contro, con l'argomentazione che "la Convenzione di Istanbul sarebbe il cavallo di Troia per imporre l'agenda gender". 
I fascisti di Italia e Turchia si danno la mano contro le donne!