27/04/18

India - massacrati 37 presunti maoisti - tra cui 7 donne - sviluppiamo denuncia e solidarietà!


Tre giorni fa sono state massacrate a freddo dalla polizia e forze paramilitari del governo fascista indiano di Modi, 37 persone - tra cui 7 donne.
E' una orreda strage verso chi lotta contro l'operazione Green Hunt che vuole per conto delle multinazionali imperialiste cacciare le popolazioni e distruggere interi villaggi.
L'MFPR fa appello a sviluppare in tutti i modi denuncia, iniziative di solidarietà, a far conoscere questa guerra contro un intero popolo che viene nascosta, fatta anche di stupri, pure verso le bambine, immani violenze sessuali, uccisioni, torture sessuali nelle carceri, perpetrate da uno Stato che viene considerato anche dallo Stato italiano "la più grande democrazia nel mondo".
Materiali possono essere richiesti a: mfpr.naz@gmail.com
In allegato, un comunicato dall'India e sotto il comunicato
del Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India
 
MFPR

Il fascio induista Narendra Modi e il guru pluristupratore Bapu Asaram

India: ancora un massacro in un falso scontro

37 presunti maoisti trucidati a Gadchiroli

Tra il 22 e il 23 aprile non meno di 37 presunti maoisti sono stati massacrati, dopo essere stati circondati da forze di polizia e paramilitari.

Il massacro potrebbe anche essere maggiore. Dal fiume Indravati sono affiorati cadaveri diverse ore dopo le uccisioni e le acque potrebbero restituirne altri.

Inoltre il distretto è stato completamente isolato dalle forze di polizia e paramilitari che continuano incursioni e persecuzioni illegali nei villaggi inermi.

Né, come in tante occasioni precedenti, si sa se e quanti di questi fossero effettivamente maoisti e armati e quanti semplice abitanti dei villaggi.

Quello che è certo che non è stato un vero e proprio scontro armato ma un attacco di sorpresa con lanciagranate mentre gli aggrediti facevano colazione o riposavano.

Quello che è certo è che l’ennesimo massacro della guerra al popolo che lo Stato indiano ha scatenato con la Operazione Green Hunt e che oggi, sotto il regime fascista hinduista di Modi, si fa ancora ancor più cruenta e spietata, fino a diventare un genocidio.

La polizia ha diffuso un video che mostra soldati che festeggiano la “vittoria” danzando tra i cadaveri. Che in tutto il mondo si mostri la rabbia e indignazione contro questo barbaro massacro e il regime fascista e genocida che lo ha ordinato.

Onoriamo a modo nostro i martiri di Godchiroli, caduti al servizio del popolo!

Organizziamo ovunque possibili proteste ad ambasciate e consolati e iniziative di denuncia e solidarietà!

Sosteniamo lo Spring Thunder Tour che prossimamente attraverserà l’Europa!

Fermiamo Green Hunt!

Fermiamo la guerra al popolo in India!



Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India


26.4.2018


25 aprile 2018

Dichiarazione del PUDR (Unione popolare per i diritti democratici)

L’uccisione di almeno 37 maoisti da parte di forze combinate CRPF e C-60, corpo scelto della polizia di Gadchiroli, il 22 e il 23 aprile 2018 pone interrogativi assai inquietanti sui metodi con cui lo Stato conduce gli "scontri". La mattina del 22 aprile, 64 agenti di polizia e paramilitari hanno ucciso 16 maoisti nella giungla del Karnasur, nella zona di Bhamragod, nel Maharashtra orientale. La sera seguente, il 23 aprile, i commando della polizia e il personale di sicurezza hanno ucciso altri sei maoisti nella giungla di Rajaram Khandla, nell'area di Jimalgatta nel distretto di Gadchiroli. Successivamente, il 24 aprile, la polizia ha ritrovato 15 corpi di sospetti maoisti affiorati dalle acque del fiume Indravati. A tuttora, il bilancio è di 37 morti. Nessun commento dei maoisti sull'attacco. La polizia ha dichiarato che i maoisti hanno perso tre comandanti di alto grado e sette donne. È stata acclamata come la più grande operazione anti-maoista degli ultimi 40 anni. L'intero distretto di Gadchiroli è stato isolato e forze congiunte di polizia e paramilitari stanno effettuando rastrellamenti e incursioni.
Quando lo Stato fa guerra al suo popolo gente con scontri armati, raramente il modus operandi dello Stato viene messo in discussione, dato che si ritiene che lo stato stia combattendo una guerra giusta contro terroristi e anti-nazionali, i maoisti, che per di più taglieggiano con estorsioni e vessano la popolazione locale. Ma c’è stato davvero un scontro a Tadgaon?
Fonti di stampa dei media lasciano supporre che lo scontro del 22 aprile sia iniziato dopo che un'unità di pattugliamento aveva ricevuto informazioni dettagliate su movimenti in Perimilli Dalam, presso Tadgaon, a circa 150 km dal quartier generale di polizia a Bhamragod. La polizia ha circondato i maoisti mentre facevano colazione o riposavano. Neanche un effettivo delle forze di sicurezza è stato ferito seriamente o ucciso. Non c’è stato scontro; lo stato ha usato la collaudata strategia di attacco unilaterale con lanciagranate sotto-canna, allo scopo di infliggere il maggior numero di vittime. Il sovrintendente di polizia di Gadchiroli, Abhinav Deshmukh, ha detto di non sapere quanti colpi sono stati sparati. Come noto, gli "specialisti degli scontri" sono premiati con promozioni e ricompense. Non sorprende percio che a Tadgaon abbiano festeggiato, le “vittorie” del 22 e 23 aprile e in un video diffuso si mostrano poliziotti e soldati che ballano al ritmo di una nota canzone Haryanvi di Sapna Choudhary.
Si potrebbe sostenere che i anche maoisti sono responsabili di attacchi simili: a Chintalnar (Chhattisgarh) nel 2010, quando 76 militi del CRPF sono stati uccisi o a Burkapal (Chhattisgarh) nel 2017, quando 25 effettivi CRPF sono caduti in un'imboscata. Il punto saliente, che facilmente si dimentica, è che lo Stato ha un arsenale che i maoisti non hanno. E, quando lo Stato decide di uccidere e non di impegnarsi in un dialogo politico con i suoi avversari, allora occorre considerare come lo stato guarda ai suoi nemici e perché. Nel 2010 l'allora Ministro dell'Interno, P. Chidambaram, aveva detto: "Questa è guerra, è una guerra cui lo Stato è stato costretto da coloro che non hanno il diritto legittimo di portare armi o uccidere ". Nel 2016, il suo successore, Rajnath Singh, ha dichiarato: "Non c'è posto per la violenza in una società sviluppata ed è mio desiderio vedere che a questi episodi sia posta fine in questo paese". Non c’è miglior riscontro di queste "volenterose" dichiarazioni dei nostri ministri degli interni, passati e presenti che il modus operandi dell'attuale primo ministro delll’UP, che ha autorizzato non meno di 1000 scontri in meno di un anno.
Se lo Stato si considera il protettore del popolo, deve attenersi strettamente dalla legalità. Il PUDR critica fermamente le uccisioni di massa del 22 e 23 aprile a Gadchiroli e i soprusi che la popolazione locale sta subendo illegalmente per mano di personale di sicurezza in nome di perquisizioni e incursioni.

Shashi Saxena e Shahana Bhattacharya
Segretari, PUDR

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