14/09/17

CONTRO LA TORTURA DEL 41-BIS PER NADIA LIOCE




MA QUALE LIBERTA’, MA CHE DEMOCRAZIA, QUESTO E’ UNO STATO DI POLIZIA, MODERNO FASCISTA, CHE ANCOR PIU’ SULLE DONNE MOSTRA TUTTA LA SUA BARBARIE!
           


NO ALLA TORTURA DEL “41-BIS” PER NADIA LIOCE!

Domani Nadia Lioce, prigioniera politica rivoluzionaria,sottoposta da anni a condizioni detentive disumane nel carcere de L’Aquila, sarà processata per disturbo della “quiete pubblica”, per avere protestato contro l’ennesima tortura, che consiste nella privazione del tutto di libri,quaderni e materiale di cancelleria, tesa ad isolarla maggiormente, nell’intento di annientarne la volontà politica e finanche la vita.

Si tratta di un regime carcerario - ex art. 41-bis,  che già nel 1995 il “Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene” ha definito inumano e degradante, per le sue estreme restrizioni, che tagliano fuori dal mondo esterno i detenuti. Restrizioni la cui durata prolungata provoca effetti dannosissimi, capaci di alterare, spesso in maniera irreversibile, le facoltà mentali e sociali di chi vi è costretto. Non a caso la norma  ne prevede un carattere di temporaneità, della durata di quattro anni e le proroghe di due anni.

Ma lo stato moderno fascista italiano è andato oltre la stessa citata fascista legge, prorogando a vita il  disumano regime del 41-bis a chi, come Nadia Lioce, non si è piegata alla borghesia malgrado le torture subite.

Certamente, Il fatto di essere donna ha incarognito oltremodo  i suoi aguzzini, i detentori del potere, che vorrebbero il genere femminile sottomesso e remissivo, sempre pronto a subire, con “cristiana rassegnazione”, ogni cosa, ogni violenza, gli esisti nefasti di questo sistema reazionario, antipopolare, repressivo e misogino, che ancor più sulle donne mostra tutta la sua barbarie.  

Ma come abbiamo già detto, NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI!!! Non ci possono essere repressione, ricatti, violenze, galere, che potranno zittire e fermare la rabbia, la lotta e il bi-sogno di rivoluzione delle donne, soprattutto di quelle proletarie, che da questo sistema, da questa marcia società non hanno proprio nulla da perdere, bensì da spezzare le doppie catene, di classe e di genere.

LA REPRESSIONE NON CI FA PAURA, LA NOSTRA LOTTA SARA’ SEMPRE PIU’ DURA!

QUESTO SISTEMA E’ UNA BARBARIE, LE DOPPIE CATENE DOBBIAMO SPEZZARE!


Lavoratrici MFPR Policlinico –Palermo                                                                                   Pa, 14.09.2017

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