26/02/15

8 marzo a Roma

JIN, JÎYAN, AZADÎ
LA LOTTA DELLE DONNE KURDE È LA LOTTA DI OGNUNA DI NOI

L‘8 marzo 2015, 104 anni dopo la proclamazione della Giornata
Internazionale delle Donne, le donne di tutto il mondo combattono ancora
contro il sistema di dominio patriarcale.
Gli attacchi contro le donne diventano sempre più profondi e si
sviluppano in modo sistematico o strumentalizzato per alimentare/aumentare norme
repressive e securitarie in ogni ambito dell’esistenza fino al
femminicidio, che spesso  non viene riconosciuto come tale.
La violenza sulle donne, l'eteronormatività, il sessismo, il razzismo, lo
sfruttamento, le restrizioni sulla libertà di scelta e di
autodeterminazione, l’isolamento sono i dispositivi attraverso cui lo
stato capitalista e patriarcale esercita il proprio controllo sulle
nostre vite e contro cui ci vogliamo ribellare.
Le donne hanno oggi più che mai l’urgenza di costruire insieme la
propria autodifesa.
È proprio questo che attualmente sta succedendo nel Rojava. Nei tre
cantoni curdi dell’amministrazione autonoma nel nord della Siria, le
Unità di Difesa delle Donne YPJ combattono per la liberazione delle
donne e dell’intera società. Le YPJ conducono una lotta contro
l'oppressione e il femminicidio a tutti i livelli.
La lotta delle donne curde non è solo una lotta militare contro IS,
ma una posizione politica contro il capitalismo, in questo momento
neoliberista e neocoloniale e contro la struttura patriarcale.
Non limitano la loro lotta contro la violenza e l’oppressione sulle
donne a una sola giornata, ma con la loro lotta trasformano ogni giorno
nell'8 marzo.
Migliaia di donne - donne kurde da Turchia, Iran, Iraq, Siria, Armenia,
Russia e Europa ma anche donne internazionaliste del Medio Oriente e dai
paesi europei - partecipano attivamente a questo movimento come
militanti. Hanno deciso di lottare contro una vita determinata dal
sistema patriarcale e capitalistico insieme a tante altre donne anche
differenti da loro.
Il movimento delle donne curde è infatti consapevole che la libertà deve
comprendere tutti gli aspetti della vita perché oppressione e
marginalizzazione hanno molte forme diverse: etnia, classe, genere. La
liberazione delle donne è diventata perciò inscindibile momento della
resistenza curda contro tutte le oppressioni e non sorprende che siano
tante le donne a partecipare alle unità armate e alla gestione delle
amministrazioni locali in tutta la regione, siano loro di provenienza
araba, turca, armena e assira.
La forza contagiosa della lotta delle donne e del generale processo di
rivoluzione sociale in Rojava viene oscurato e criminalizzato
dall’imperialismo occidentale a guida statunitense che continua a
classificare il PKK come organizzazione terroristica, al pari dell'IS,
svelando così la sua vera natura cioè la pretesa egemonica del capitale.
Insieme alle donne kurde combattiamo contro la guerra imperialista che
arma sempre gli oppressori e impone con la sua ideologia il marchio
itinerante di terrorista a chiunque si sottragga al disegno del sistema
di sfruttamento globale impostoci.
Organizziamo la nostra resistenza di genere e di classe ovunque nel
mondo. Liberiamoci insieme dal sistema di dominio patriarcale e
capitalistico.

   Viva la solidarietà internazionale delle donne!


DOMENICA 8 MARZO CORTEO DELLE DONNE

PARTENZA ORE 10 DALLE CAGNE SCIOLTE VIA OSTIENSE 137B
ARRIVO AL CENTRO SOCIO CULTURALE ARARAT CON PRANZO SOCIALE A
SOSTEGNO DELLA RICOSTRUZIONE DI KOBANE
A SEGUIRE PROIEZIONI E ASSEMBLEA PUBBLICA

_Assemblea femminista e lesbica del 22 febbraio ad Ararat_

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