ROMA - Amano lavorare, ma preferiscono lasciare il posto di lavoro per badare alla famiglia. Tra i motivi di abbandono del posto di lavoro da parte delle donne al primo posto, per il 40% c'è la volontà di curare la famiglia, mentre è solo del 3% la percentuale dei padri che fa la stessa scelta. "Il 40,8% delle ex lavoratrici dichiara di aver interrotto l'attività lavorativa per prendersi cura dei figli e circa il 5,6% per dedicarsi totalmente alla famiglia o ad accudire persone non autosufficienti", è quanto emerge da uno studio dell'Isfol condotto su un campione rappresentativo delle donne italiane in età compresa tra i 25 e i 45 anni.
fatto registrare un netto calo: a fronte di un "modesto recupero" generale del mercato del lavoro, infatti, si è registrato un"ulteriore peggioramento per le giovani, con - 45 mila occupate nella media dei primi tre trimestri".Pochi servizi. Stando a quanto sostiene il Cnel, "il sistema
italiano non fornisce servizi alla famiglia e di conciliazione, di conseguenza le donne non entrano nel mercato del lavoro o ne escono dopo il primo figlio o per assistere parenti anziani".
che dichiara di aver dovuto terminare l'attività lavorativa per cause non volontarie". Dall'indagine risulta che "oltre il 17% segnala la scadenza di un contratto a termine o stagionale, il 15,8% il licenziamento o la chiusura dell'azienda".
Roberta Zizza della Banca d'Italia riporta, infatti, dati Istat secondo cui le donne svolgevano nel 2008-2009 il 76% del lavoro familiare (la quota era del 78% nel 2002 e del dell'85% nel 1989). L'esperta di Palazzo Koch evidenzia come "l'Italia sia l'unico paese occidentale in cui le donne
lavorano, considerando lavoro retribuito e lavoro domestico, significativamente più degli uomini (secondo alcuni dati riportati da Zizza si tratterebbe di ben 75 minuti in più al giorno).
dei Lavoratori), presentata dal responsabile del servizio statistico Marco Centra: "La giornata media lavorativa degli occupati con almeno un figlio, tenendo conto del lavoro retribuito, del lavoro familiare e degli spostamenti da casa al lavoro, è di circa 15 ore. La maggior parte del tempo dei padri, circa 10 ore su 24, è dedicato al lavoro retribuito, mentre il tempo delle madri è diviso tra lavoro familiare, 8 ore e 35 minuti, e lavoro retribuito, 7 ore e 9 minuti". Ecco che, spiega Centra, "in generale la giornata lavorativa femminile, rispetto a quella maschile, è più lunga di 45 minuti. Le donne dormono circa 10 minuti meno degli uomini, hanno meno tempo
da dedicare alla cura di sè e al tempo libero, ma soprattutto dedicano molto
più tempo al lavoro domestico".















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