07/11/08

IL DECRETO GELMINI COMINCIA A COLPIRE ANCHE LE LAVORATRICI DELLE PULIZIE NELLE SCUOLE DI TARANTO?

Il Decreto Gelmini, contro cui stanno giustamente lottando studenti, insegnanti e anche genitori, rischia di colpire anche i lavoratori addetti alle pulizie.

E' di questi giorni la notizia che vorrebbero chiudere la scuole elementare Consiglio/Galilei di Taranto Vecchia, perchè secondo la logica dei tagli della Gelmini, avrebbe pochi alunni. SE VERAMENTE LA DOVESSERO CHIUDERE CHE FINE FAREBBERO I LAVORATORI DELLE PULIZIE DI QUESTA SCUOLA? Spostarli ad altre scuole, in una situazione in cui già si considerano troppi i lavoratori esistenti, in larga maggioranza lavoratrici, sarebbe difficile.
E, allora, si aprirebbe la prospettiva del licenziamento/mobilità?
QUESTO E' VERAMENTE GRAVE E OCCORRE CHE LE LAVORATRICI DELLE PULIZIE SI OPPONGANO DA SUBITO CONTRO QUESTA CHIUSURA.
Inoltre, se vanno avanti i tagli, altre scuole potrebbero essere chiuse o ridimensionate. Se poi pensiamo che insieme alla Gelmini, sta il Min. Brunetta che da tempo sta dicendo che vuol far fare ai bidelli le pulizie scolastiche, si capisce che non si può stare tranquilli sul prossimo futuro.

OCCORRE MOBILITARSI PER AUMENTARE/ALLARGARE IL LAVORO, PERCHE' SOLO COSI' SI DIFENDE IL LAVORO ESISTENTE!

I sindacati confederali che stanno pensando solo alla continuazione della cassintegrazione, senza battersi per il lavoro, stanno preparando un futuro ancora più precario e incerto.

OCCORRE APRIRE GLI OCCHI!!!

per quel giorno è convocato un presidio di massa alla prefettura

le lavoratrici delle ditte di pulizia
Slai cobas per il sindacato di classe.
taranto
3475301704

1 commento:

Anonimo ha detto...

vi devo segnalare un articolo

http://blog.panorama.it/economia/2008/11/13/la-corte-europea-condanna-litalia-sulleta-pensionabile/

le donne solo in itlaia vanno in penione 5 anni prima quindi vorrà dire che i nostri stipendi sono nettamente inferiori. La corte europea lancia questo allarme. Dobbiamo fare qualcosa e far sentire le nsotre voci. Perchè non si scende in piazza lavoratrici?